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GMG RIO 2013/ Quei tre "incontri" che portano i giovani a Gesù

Pubblicazione:sabato 27 luglio 2013

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Per Papa Francesco questa è la prima Giornata mondiale della Gioventù. Non solo da Papa, anche da vescovo non le frequentava molto. Io invece ne ho seguite diverse, perciò ne voglio parlare, per provare a spiegare a chi è rimasto in Italia cosa si trova di fronte il Papa e cosa fanno e cosa si aspettano i ragazzi che si sono radunati a Rio. La GMG è appena entrata nel vivo dopo una serie di magnifici incontri densi di contenuto che il Papa ha tenuto in alcune realtà brasiliane. Quegli incontri – nella favela, nell’ospedale dei tossicodipendenti incurabili, nel santuario principale della Madonna in Brasile – non sono slegati e scollegati dalla GMG: ne sono parte essenziale. Così come parte essenziale è l’esperienza che i ragazzi hanno fatto in questi giorni preparatori in attesa del fine settimana di incontro con il Papa.

Incontro è la parola chiave: la GMG non è un raduno, non è solo una festa, non è neanche solo un ritiro spirituale. La GMG è un incontro. Anzi, racchiude in sé tre incontri fondamentali. Ed è proprio questa dimensione relazionale a dare il senso più profondo e al contempo la capacità di attrazione. Attira i giovani perché incontrano, non perché si divertono o perché imparano. Si incontrano tra loro, sentendosi affratellati, superando le barriere del mondo, servendosi gli uni gli altri, condividendo esperienze, riflessioni, gioie. Incontrano il Papa, e per mezzo di lui la Chiesa che li fa sentire accolti, uniti, non soli, e quindi li sostiene fortemente nelle sfide difficili della vita. E infine incontrano Gesù, che è il punto centrale di tutta l’esperienza, è il riferimento, la guida che ciascuno di noi – e più che mai i giovani – cerca costantemente. Qualcuno che ci ami, ci indichi la strada e ci accompagni lungo il percorso: tutto questo si trova alla GMG, sia nei volti degli altri ragazzi, sia nella guida del Papa, sia soprattutto nell’amore di Cristo.

Un perfetto mix esperienziale, emozionale, esistenziale e religioso, animato da un grande spirito di gioia. Un’esperienza straordinaria ricca di significato che raccomanderei a ciascun giovane di fare, anche a quelli che non partono per una GMG perché sono molto convinti, ma al contrario perché hanno dubbi e domande. Sono giorni molto pieni quelli delle giornate mondiali. Anche molto molto faticosi, spesso. Non tutte le organizzazioni sono impeccabili, le distanze da percorrere in condizioni di fortuna sono spesso considerevoli, si dorme per terra, almeno una volta all’aperto (sempre che si riesca a dormire), guadagnare i pasti non è sempre agevole. Non mancano le disavventure, ne ho passate di vario genere tra Parigi, Roma, Toronto e Colonia, ma i genitori possono stare tranquilli, i ragazzi sono più al sicuro qui che con una comitiva di amici sul lungomare, almeno di solito.


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