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IL CASO DEL PRETE GAY/ Krzysztof Charamsa, attacco (dall'interno) alla Chiesa e al papa

Pubblicazione:domenica 4 ottobre 2015

Krzysztof Charamsa (Immagine dal web) Krzysztof Charamsa (Immagine dal web)

Come in una mela giunta alla sua piena maturazione, l'intervista con la quale monsignor Krzysztof Charamsa, teologo della Congregazione per la dottrina della fede e segretario aggiunto della Commissione teologica internazionale, ha dichiarato la sua omosessualità al Corriere della Sera, mettendo sotto accusa l'omofobia nella Chiesa e presentando al mondo intero il suo "vero compagno", ha una buccia, una polpa, un torsolo e un seme. 

La buccia, fin troppo evidente, è l'organizzazione mediatica dell'evento: la prima pagina del quotidiano di via Solferino, la conferenza stampa e la data scelta sono tutti ingredienti di una sapiente regia. I media italiani, quelli che si aspettano tanto, troppo, da papa Francesco hanno teso una vera e propria trappola al Pontefice con l'obiettivo di metterlo con le spalle al muro alla vigilia del delicatissimo Sinodo sulla famiglia. 

Compreso che sulla questione divorziati-risposati la parola "fine" era stata detta dai due motu proprio di inizio settembre, alla vigilia dell'assise ecclesiale il circuito mediatico ha portato tutta l'attenzione sulle unioni omosessuali e ha deliberatamente usato la storia di un uomo, di un prete, di un collaboratore della Santa Sede, per fare esplodere una bomba, mettere alla prova il tasso di riformismo del Papa e seminare confusione e zizzania fra i credenti. Non cadere nell'inganno della buccia — e quindi non scendere a dialettizzare sul terreno delle unioni omosessuali e sulla presenza di omosessualità nella Chiesa — è, per tutti i cattolici, un preciso gesto di responsabilità verso la loro Madre. 

D'altronde, la risposta forte del Vaticano indica che è prioritario non permettere indebite pressioni sul Sinodo da parte di terzi, tutelare in ogni modo la libertas ecclesiae da chi vorrebbe una Congregatio fidelium cortigiana del mondo e ancella del potere. 

Ma l'ingerenza plateale nasconde una polpa tutt'altro che secondaria. E' evidente che esiste qualcuno — dal di dentro della curia romana — che proprio come ai tempi di Benedetto XVI tenta di sabotare la Chiesa, di pilotarla riducendone la portata sul mondo e sulla storia. Potenzialmente il dilagare di questi gesti clamorosi (la parola "coming out" è troppo triste per poter essere usata) è più pericolosa dello stesso scandalo pedofilia perché racconta di una fede che non regge l'umano, che lo soffoca, che lo comprime per farlo definitivamente scomparire. E infatti, come si vede bene sui siti di tutto il mondo, chi vuol fare della fede una forma di ipocrisia che oscura l'umanità e che, per esistere, ha bisogno di essere aggiornata, ossia ridotta, svuotata, resa inutile orpello privato, canta vittoria.

Il torsolo di questa storia, tuttavia, è ancora più doloroso. Il vero dramma di Krzysztof Charamsa, infatti, non è quello di essere omosessuale, ma di portare l'attacco al cristianesimo laddove lo aveva portato la pedofilia, ossia al sacerdozio. 


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COMMENTI
05/10/2015 - Quisquilie (nicola mastronardi)

La solita banalità è chiaro che San Giovanni PaoloII non ha scelto Kasper come padre sinodale, ma siccome lo considerava molto lo nominò membro della Congregazione per la dottrina della fede. Da tali incarichi è stato sospeso il 2 aprile 2005, come d'uso, per la morte di papa Giovanni Paolo II e riconfermato il giorno 21 dello stesso mese dal nuovo papa Benedetto XVI, del quale peraltro Kasper è, da decenni, amico e fu, inoltre, in passato pure collega di insegnamento universitario. Capisco che questa continuità può dare fastidio a qualche dotto o sapiente ma è la pura realtà.

 
04/10/2015 - i risultati di chi predica bene e razzola male (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Mastronardi, mi riesce difficile pensare che sia stato San Giovanni Paolo II, mancato nel 2005, a scegliere il cardinal Kasper come componente del Sinodo sulla Famiglia, iniziato nel 2014.

 
04/10/2015 - i risultati di chi predica bene e razzola male (nicola mastronardi)

Sig. Pennati solo per sua conoscenza il cardinale Kasper è stato scelto da San Giovanni Paolo II e riconfermato al suo incarico da Benedetto XVI, suo amico e collega universitario.

 
04/10/2015 - I risultati di chi predica bene e razzola male (2) (Alberto Pennati)

Che farà il vescovo di Roma? Se farà qualcosa, come si giustificherà dopo la sua affermazione, tanto cara al modo di oggi, “chi sono io per giudicare un gay? Strano: credevo che anche lui fosse confessore e che avesse il potere di rimettere o non rimettere i peccati. Salvo che essere omosessuale non sia essere peccatore: ma si può ancora affermare che lo sia o non è più così? Vedremo se il vescovo di Roma sarà così tempestivo nell’azione, così come è stato rapido nel giudizio verso i sacerdoti pedofili ed i vescovi che non hanno agito (peccato aberrante, ma guarda caso argomento molto popolare e parecchio sollecitato dal mondo di oggi). Per finire, l’altro giorno ho letto la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti quando ha detto che ama il papa, che ha anche senso dell’humor: spero che nella guida pastorale usi pochissimo il secondo, mentre per la prima dichiarazione spero che sia stato usato il verbo amare come sinonimo di piacere (I like, ma di questi tempi non si sa mai....).

 
04/10/2015 - I risultati di chi predica bene e razzola male (Alberto Pennati)

Molti gli elementi che si condensano in questa vicenda. Anzitutto fa specie il ruolo che ricopre questa persona che ormai anche formalmente (sostanzialmente lo è già da quando ha questa relazione) dovrebbe essere un ex sacerdote (ed ogni giorno che resta al suo posto è responsabilità di che ce lo lascia). Altrettanto ovvio poi che un certo quotidiano dia spazio ad attacchi alla Chiesa Cattolica, è la naturale continuazione di passati interventi di un altro cardinale, che proveniva dallo stesso ordine di colui che si definisce vescovo di Roma. Lo stesso vescovo di Roma però ha cercato certi guai. Chi ha indetto il sinodo sulla famiglia? Chi ha scelto i suoi componenti (ed esempio il tanto apprezzato da lui cardinal Kasper? – digressione: ma il vescovo di Roma ha letto le dichiarazioni della chiesa elvetica?). Chi è l’ideatore dei due motu proprio di settembre, con primi effetti che già si vedono? Ad esempio sono già pervenute alla Curia di Milano numerose richieste di consulenza religiosa di coppie che hanno interrotto la propria vita matrimoniale o si apprestano a farlo. Voglio proprio vedere quali saranno gli effetti di questo intervento dell’ex (non ancora) prete: per ora il massimo che è stato fatto è l’invito di padre Lombardi alle dimissioni (in perfetto stile dei politici italiani. (continua)