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IL FIGLIO DI NICHI VENDOLA/ Tobia Antonio c'è, Dio cos'avrà detto?

Tobia Antonio è il figlio di Nichi Vendola e del compagno Ed Testa, padre biologico. E' stato partorito in California con la maternità surrogata. Alcune domande. MAURO LEONARDI

Nichi Vendola durante un gay pride (Infophoto) Nichi Vendola durante un gay pride (Infophoto)

La paternità (surrogata) di Nichi Vendola scatena sul web i commenti che ti aspetti. Ieri, dopo poche ore dalla notizia, l'hasthag #Vendola era di tendenza con insulti, ironie e complimenti. Se la notizia, oggi, l'apprendi dalle testate, sai già cosa leggi. Dipende che fossero da una parte o dall'altra a proposito delle unioni civili e sai già che i commenti saranno di quella parte o dell'altra. Il povero Tobia Antonio — così l'hanno chiamato Nichi e il compagno Eddy Testa — nasce con il curriculum di uno sul quale si è già scritto e letto tutto il già scritto e il già letto in questi ultimi mesi. 

Pro? Basta leggere qualche sito o blog o pagina di esponenti Lgbt. Contro? Bastano i post di Salvini e Adinolfi. Per questo, lasciate che trascuri il commento ovvio, la sentenza che ti aspetti da un prete che scrive su questa testata. Lascio che dal mio cuore giungano alla tastiera delle domande, delle questioni che da giorni pulsano dentro di me e che grazie a Nichi & Eddy esplodono. È una domanda. Una domande che ne contiene altre. 

Perché chi non può avere figli, omosessuali ed eterosessuali sterili, li vuole ad ogni costo ed invece chi può averli, non li ha e in molti casi non ci pensa nemmeno? Perché chi non può sposarsi, omosessuali, divorziati (per la chiesa), separati, vuole ad ogni costo il matrimonio e chi può sposarsi, va a convivere? Conoscete qualche Lgbt listato a lutto perché dalla quasi-legge è stato tolto l'articolo sulla fedeltà? Sì? e allora, una domanda anche per loro: perché chi non ha obbligo di fedeltà legalmente e socialmente riconosciuto, lo vuole ad ogni costo? Perché invece chi ha un obbligo legale e contrattualmente stipulato di fedeltà, tradisce? Cosa mi dice questo desiderio di maternità e di paternità fuori natura che scandalizza molti? Se i nostri figli venuti su a boy scout e parrocchia non si sposano più ma convivono e non lo fanno per leggerezza o perché sono bamboccioni, ma proprio come scelta personale per vivere il loro amore, perché tutto ciò non basta a una coppia omosessuale? perché chi può avere figli non li ha e chi non li può avere li fa in America? 

Per farmi ferire da questo domande devo buttar giù pregiudizi di tipo politico, economico, di opportunismo, devo cercare di guardare il buono che c'è dappertutto e, dite quello che volete, Tobia Antonio è una cosa buona e dinnanzi a lui, pure dinnanzi a lui, Dio avrà sorriso e messo un'anima, così che ora Tobia Antonio mi chiede: ma io, a te, dico qualcosa?

Se la fedeltà per molti non è più un valore, ma un peso, o al massimo un ideale irraggiungibile, ma certo non qualcosa da giocarci la vita di coppia in un matrimonio, tutto questo mi dice qualcosa?


COMMENTI
08/03/2016 - viscidume (paola palla)

Ma una parolina in sua difesa, il figlio altrui che è stato comprato da Vendola (altro che la viscida espressione "paternità surrogata"), se la merita o no? O bisogna sorvolare viscidamente sull'abuso che ha subito? Sì, mi scaldo su questo, come mi scaldo sull'abuso che subiscono i figli abortiti, come mi sarei scaldata sugli abusi subiti dagli ebrei. Non avrei detto che c'è chi è contro e c'è chi è favore, per me pari sono... tutto, ma il viscidume no. Che pena, veramente, che pena.

 
07/03/2016 - Che pena! (Maria Rosa Di Lallo)

Vedo che altri, prima di me, hanno espresso efficacemente il loro sconcerto per un articolo del genere; in realtà faccio fatica a commentarlo poiché, a mio modesto avviso, non esprime assolutamente nulla e, dietro la "melassa" già notata, nasconde il vuoto di idee e di proposte che, purtroppo, si nota negli interventi di numerosi esponenti della Chiesa Cattolica italiana.

 
07/03/2016 - domande (Goggi Ezio)

Nei tanti scritti di commento vedo molti giudizi e certezze ma ben pochi tentativi di rispondere. A me restano aperte le domande.

 
02/03/2016 - ma insomma la vogliamo dire la verità! (paola maria sartirana)

Misericordia non è in antitesi con verità, anzi se voglio bene davvero non nascondo la verità delle cose. Anche i figli di stupri, violenze e incesti sono da accogliere con amore ma questo non vuol dire che non si debba dire con assoluta chiarezza che è un'aberrazione dell'umano e un peccato contro Dio e l'uomo il modo con cui questo povero bambino è venuto al mondo. Nessuno condanna il piccolo ma gli si vuole più bene avendo chiaro ciò che è bene e ciò che è male, anche la lettura di oggi è molto chiara su questo punto: ...."ma guardati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno viste: non ti sfuggano dal cuore, per tutto il tempo della tua vita. LE INSEGNERAI AI TUOI FIGLI E AI FIGLI DEI TUOI FIGLI" Libro del Deuteronomio 4,1.5-9. Buonasera.

RISPOSTA:

Cara signora, lei se la sta prendendo con me per me quello che non dico e che a suo parere dovrei dire. Forse non sa che questo è il 141esimo (se non vado errato) articolo che scrivo per questa testata e che diverse delle cose che lei mi rimprovera di non dire le ho dette altrove o, che è lo stesso, che sono state meravigliosamente dette su questo quotidiano da altri autori. Io in questo articolo, come dico, non ho voluto ripetere ciò che è stato detto molte volte ma ho posto delle domande. E queste domande pare abbiano colto nel segno visto che se ne parla ancora dopo una settimana. Grazie. ML

 
02/03/2016 - La mia domanda (Margherita Ardito)

"Perché chi non può avere figli li vuole ad ogni costo ed invece chi può averli non li vuole? Perché chi non può sposarsi vuole ad ogni costo il matrimonio e chi può sposarsi, va a convivere?" Si chiama peccato don Mauro, è quella tentazione di farsi da sé che abbiamo tutti. Pensiamo di sapere noi cos'è che ci farebbe veramente felici e siamo insofferenti verso la realtà, le circostanze così come esse sono. Poi certe volte ci accaniamo e siamo capaci di cose aberranti. Non è questo che mi meraviglia, lo conosco è anche il mio peccato ed anche il suo. Ma che speranza ho di incontrare chi mi testimoni, invece, che la realtà è positiva, che val la pena aderire a quello che ogni giorno il Signore mi dona da vivere se anche i preti non propongono che la gentilezza, si schifano dei dibattiti e si commuovono al love-is-love?

RISPOSTA:

Aspetta Margherita, quando parlo di desiderio, lì, nel punto che citi tu, io parlo di quel momento che è prima del peccato. Che è prima di ogni azione, perché ancor prima di essere buona o cattiva, un’azione è desiderata, e proprio il Gius ce lo insegna. Non siamo macchine di santità. Siamo frutto d’amore che frutta amore. Siamo desideri che camminano. Il desiderio di un figlio è il desiderio più umano che ci sia. Siamo nati per amare e per essere amati, e l’amore è generativo per definizione. L’amore genera sempre, nella carne e nello spirito. Genera figli e genera risate. L’amore genera tutto: il grande, il figlio, e il piccolo, una risata. Io mi chiedo perché questo desiderio, grande, umano, divino, di amare e quindi di unirsi e di generare, si stia spegnendo nelle persone che possono realizzarlo senza forzare la natura o, nel caso del matrimonio cristiano, unendosi in un sacramento. Questa domanda non puoi fartela? Quanti amici conosci che potrebbero benissimo sposarsi e non lo fanno? Avere figli e non li fanno? Ti è bastato parlar loro di peccato? Quale luce dà alla nostra vita e al nostro matrimonio, questa ricerca oltre confine di tecniche forzate per avere un figlio, questo convivere? Ci lasciamo interrogare dai desideri di vita e di amore degli altri? Tobia Antonio ha diritto a degli auguri di benvenuto in questo mondo perché siamo felici della sua vita, o solo degli auguri per lo schifo in cui gli è toccato nascere? ML

 
29/02/2016 - don Fabio Giovenzana (Fabio Giovenzana)

Caro confratello, i vangeli vanno letti sempre insieme, altrimenti li sottoponiamo alla nostra fantasiosa interpretazione. Il vangelo di Mt dice: «Erode, benché volesse far morire Giovanni Battista, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta» (14,5). Il vangelo di Lc dice: «Ma il tetrarca Erode, rimproverato da lui a causa di Erodìade, moglie di suo fratello, e per tutte le malvagità che aveva commesso, aggiunse alle altre anche questa: fece rinchiudere Giovanni in prigione» (3,19-20).

RISPOSTA:

Appunto, don Fabio. Comporre tutte le narrazioni della vicenda del Battista tenendo in piedi le diverse sfumature del rapporto con Erode significa arrivare a dire una cosa del tipo: 1) Erode incarcera Battista per la questione dell'indossolubilità del matrimonio, b) ma non si decideva ad eliminarlo come avrebbe fatto con qualsiasi altro avversario senza potere perché aveva paura della folla che lo considerava un profeta c) e anche perché aveva con Giovanni un rapporto se non di amicizia almeno di stima per cui lo ascoltava volentieri d) non si spiegherebbero altrimenti i rimorsi o i ripensamenti che lo tormenatavano - uno come Erode, poi! - a distanza di mesi se non di anni, che i vangeli riportano e che spingono Mc al lungo flash back che completano il quadro evinto dagli altri vangeli. Ciao e grazie dell'opportunità che mi dai di parlare di Gesù e del vangelo. ML

 
29/02/2016 - Fabio Giovenzana sacerdote (Fabio Giovenzana)

Caro confratello don Mauro, ecco il chiaro insegnamento di Papa Benedetto XVI sulla figura di S. Giovanni Battista: «Da autentico profeta, Giovanni rese testimonianza alla verità senza compromessi. Denunciò le trasgressioni dei comandamenti di Dio, anche quando protagonisti ne erano i potenti. Così, quando accusò di adulterio Erode ed Erodiade, pagò con la vita, sigillando col martirio il suo servizio a Cristo, che è la Verità in persona» (Angelus del 24 giugno 2007). È per amore di Cristo che il Battista ha perso la testa!

RISPOSTA:

Ma caro Fabio, non mettiamo i Papi contro i vangeli, su. È ovvio che una delle componenti del martirio di Giovanni è la situazione di adulterio condannata dal Battista ma non ci sarebbe stato nessun martirio se Erodiade non avesse odiato l'amicizia, la stima (per dirla brevemente) esistente tra Erode e Giovanni. Ecco il vangelo: "Erodiade odiava Giovanni e lo voleva far uccidere ma non poteva perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigiliva su di lui; nell'ascoltarlo resteva molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio..." (Mc 6,19-20). Erode di per sé, solo per la verità, non avrebbe martirizzato Giovanni, invece Erodiade lo odiava perché Erode prestava ascolto ed attenzione alla verità detta da Giovanni. Cioè, non una verità astratta è stato il movente dell'assasinio ma una verità accolta grazie all'amicizia tra i due: era questa quella che consentiva che la verità diventasse premessa di quell'inizio di cambiamento che Erodiade temeva (... perplesso... volentieri...). La verità è possibile solo nella relazione. Non si rende un buon servizio a Ratzinger ritagliando le sue frasi e mettendole contro il vangelo. Dire che vado da Roma a Milano in treno, non significa negare che uso pure la metro e l'autobus per andare da casa alla stazione e viceversa. ML

 
29/02/2016 - pensavo fosse amore, invece... (maria pagetti)

Mi scusi don Mauro, ma io nel comprare un bambino non vedo alcun bene. Proprio per il suo valore di persona come essere creato da Dio. Non si ha il diritto di fargli violenza, di appropriarsene scambiandolo con dei soldi. L'avere un prezzo in denaro, per un essere umano, è una riduzione a merce e questa mi sembra proprio un' offesa al suo essere voluto da Dio. Può darsi che Vendola sia sinceramente convinto di avere fatto bene, ma si sbaglia. Con rispetto e gratitudine per la riflessione da lei posta, la saluto cordialmente

 
29/02/2016 - commento (antonio vendrame)

Caro don Mauro, il suggerimento più semplice e positivo è che la mamma di Tobia Antonio continui a fare la mamma di suo figlio e che il papà faccia il papà. Vendola può fare... lo zio. Visto che Vendola ha detto che il rapporto con la mamma è di familiarità e visto che si vogliono tutti bene... Che imparino a volere il bene in primo luogo del bambino... Antonio Vendrame

 
29/02/2016 - Il Signore scrive dritto sulle righe storte (alberto pollastrini)

Buongiorno, sono d'accordo che Il Signore possa scrivere dritto sulle righe storte. E in questo caso lo scrivere dritto è sicuramente la nascita di un bambino come creatura di Dio. Ma è stucchevole non giudicare l'abominio di queste righe storte come il comprarsi un figlio affittando l'utero di una donna. Come potete soprassedere dal giudicarlo o peggio dal non giudicarlo solo perchè stufi dei dibattiti sterili sull'argomento? Gentilmente poi correggete il titolo dell'articolo; il figlio non è di Nichi Vendola ma del suo compagno e della madre affittata canadese. Questa è una semplice verità che da sola basterebbe a far riflettere. Saluti

 
29/02/2016 - Tobia è accompagnato dall'angelo Raffaele (claudia mazzola)

Sai don Mauro perché quando possiamo non vogliamo più? Perché ci stufiamo del solito, vogliamo essere originali. Mentre quando non possiamo, desideriamo e facciamo di tutto per essere come chi può. Succede così anche a noi cristiani, Gesù chi lo vuole di più?

 
29/02/2016 - La solita ambiguità sospirosa (Massimo Zamarion)

La solita fuffa sospirosa col cuore in mano per farci la solita morale. Che è questa: ma perché non guardate a ciò che è essenziale, a questo bambino che è un uomo come noi, perché non vi aprite alla carità e alla ...misericordia (che palle, ormai faccio fatica a scrivere questa parola) che tutto trasforma in bene, ecc. ecc.? E chi dice niente? Questo Tobia Antonio (neanche col nome riescono a essere normali... si può scrivere "normali"?) è un figlio di Dio, perfettamente innocente (tranne il peccato originale, s'intende) perfettamente integro nella sua dignità, degno del massimo rispetto ecc. ecc. Certo. Come lo sarebbe, però, anche il figlio nato da uno stupro. E tuttavia il male costituito da uno stupro rimane, così come il male costituito da pratiche aberranti. Questo male non viene riscattato dalla nascita di un figlio di Dio, neanche se quest'ultimo si rivelasse un santo. Il male resterebbe male, e il bene resterebbe bene.

 
29/02/2016 - una melassa invece del cuore (mario bacigalupo braga)

Sicuramente i fatti che accadono ci costringono a guardarli e a porci delle domande di significato. Tutta questa leggerezza però di fronte a scelte e conseguenze così ferocemente contro l'umano mi sembra invece che una riflessione profonda un giudizio un po' spensierato. Voler bene nella mia vita è stato anche richiamarmi a usare la ragione soprattutto quando le mie scelte ferivano gli altri, da quel dispiacere è nato un cambiamento in me, Senza maestri che ci guardino con un certo vigore esistenziale invece che il cuore dell'uomo viene fuori la melassa del sentimentalismo.

 
29/02/2016 - Un paio di appunti (Agostino Cotesta)

Mi lascio interrogare dalla questione. Non è solo questione di desiderio di paternità/maternità: secondo me è un ambito ben più grande. Un ambito in cui, a mio modo di vedere, si pensa che se si riesce ad ottenere una determinata cosa dalla vita (un figlio, un'auto, una casa, un lavoro) la vita acquisisce senso. Non la vedo in tono semplicistico perché ci facciamo i conti tutti i giorni tutti noi. Umano, certo, perché ogni uomo ambisce al compimento della propria vita: ma allo stesso modo egoista, per molti versi. L'uomo per questo mette in discussione tutto, come vediamo, e non si accontenta mai di sé. Se vive fuori dal conformismo desidera una normalizzazione, se vive una vita conforme non gli basta. Sembrano pezzi diversi della dinamica del figliol prodigo, però gli uomini non si pongono il problema vero di cosa vanno cercando e della casa in cui vogliono tornare. Manca una vera apertura al fatto di Cristo e le persone si nascondono dietro a un dito. E poi i più deboli ci rimettono, perché i grandi urlano più forte.

 
29/02/2016 - FLATUS VOCIS (Alfonso Guijarro)

mi sa don Mauro che fai un brutto servizio alla ragione umana spostando l'attenzione sul prodotto finito cioè Tobia; è fuor di dubbio che si tratta di un essere umano che deve essere accolto; volendo cavalcare il mainstream dell'amore tout court si distrae volutamente l'attenzione del lettore verso il consequenzialismo (di grande attualità), e quindi l'ordine dei mezzi per ottenere il figlio diventa irrilevante; è una operazione di pensiero intelligente però falsaria

 
29/02/2016 - il bisogno di redenzione degli uomini (ciro pica)

credo che anche per questo come per tutto, agli errori degli uomini Dio pone rimedio invitandoci tutti al suo dolce banchetto. solo questo puo sanare le ferite che ci procuriamo. l'infedeltà come la prepotenza eugenetica sono il tentativo dell'uomo di rispondere all'esigenza di felicita prometeicamente, ma nulla di ciò basta. non basterà a vendola il 'figlio' acquistato non basterà a me che son nato da padre e madre. ma la responsabilità dell'uomo c'è. seguendo inevitabilmente le illusioni si crea dolore solitudine e pretese rendendo la vita più dura e spietata. Dio si communove del nostro nulla allor forse gode delle conseguenze della nostra superbia? non credo. tutto è per il paradiso anche il male che verrà gettato all'inferno è parte dell'umano, ma quetso mistero non è la verità dell'uomo. ma nella nostra vita terrena insinua il nostro scomposto cammino.

 
29/02/2016 - Ma un giudizio si può esprimere? (Pietro Dri)

Casi di chi può aver figli e non li vuole e di chi non può averli e li pretenderebbe fanno parte della imperfezione e del limite umani. Lo stesso vale per chi vuole sposarsi ma non può e chi può sposarsi ma non vuole. Ma fare un figlio "a la carte" in base all'aberrante idea di avere diritto ad avere figli, usando ovociti prodotti artificialmente per iperstimolazione ormonale e producendolo nell'utero di una donna usata come incubatrice, un bambino cui è programmaticamente preclusa la possibilità di invocare la mamma, beh, questo, caro don Leonardi, meriterebbe un minimo di riflessione. La misericordia si coniuga con verità e giustizia. Poi Tobia è figlio di Dio come i miei figli va accolto e amato come tutti i bambini, ma su di lui è già stata perpetrata una grave violenza.

 
29/02/2016 - Contro Tobia??? (Giuseppe Crippa)

Caro don Leonardo, ma Lei i post di Salvini e di Adinolfi li ha letti? Temo proprio di no. Salvini ha scritto questo tweet: “Vendola e il suo compagno sono diventati "papà", affittando l'utero di una donna californiana. Questo per me non è futuro, questo è solo disgustoso EGOISMO.” Di Tobia non si parla. Mario Adinolfi, invece, saluta Tobia nel suo tweet: “Nato da una mamma californiana, porta il cognome del compagno, i 135mila euro li ha messi Vendola. Auguri Tobia.” Il tweet rimanda ad un breve post su Facebook nel quale Mario Adinolfi esprime ancora un augurio ed un incoraggiamento al piccolo: “Nato da una mamma californiana, porta il cognome del compagno, i 135mila euro li ha messi Vendola. Auguri Tobia, piccolo reso orfano di madre perché due ricchi "di sinistra" hanno deciso così senza chiederti nulla, considerandoti una cosa acquistata e dunque cosa loro, loro proprietà a cui imporre l'assenza dell'unica persona di cui un bimbo così piccolo ha totalmente bisogno: la mamma. E Nichi quando parla della sua in tv si commuove, mentre fa lo spot all'utero in affitto e la giornalista specializzata in maternità con lui. Nessuno dei due si vergogna, a quel bambino comprato facendo leva sulla condizione di bisogno della donna non è concesso neanche un pensiero. Il nostro è con lui: forza Tobia.” Mi sembra che Adinolfi voglia bene al piccolo quanto Lei, non le pare?

 
29/02/2016 - come mai non si sposano? (Claudio Baleani)

E' solo il mio punto di vista. Ad un certo punto i sogni si rivelano per quello che sono e i nodi vengono al pettine. Quando abbiamo introdotto il divorzio dicevamo (se non noi, comunque la maggioranza) che il legame fra un uomo e una donna non può essere definito da un pezzo di carta e cioè dal matrimonio sicché se le cose buttano al peggio perché restare legati? E' la libertà dei sentimenti e, perché no?, anche sessuale che porta alla spontaneità e anche alla consapevolezza finalmente nuova, ecc. Di tutte queste chiacchiere non è rimasto nulla e i giovani vedono soltanto scocciature: spese, impegni, avvocati, giudici, psicologi, ecc. Non si sposano perché il futuro che li attenderebbe sarebbe spaventoso. In questa prudente saggezza del provvisorio ci sono anche inconvenienti. Se la cosa va male, non essere sposati mette al riparo dalla delusione? Il fatto di non essere sposati può condurre a non porsi mai il problema dei figli e a quale costo? Il fatto di non essere sposati risolve il problema del rapporto affettivo e cioè mettere insieme l'attrattiva, l'affetto e la libertà? Come si fa a star bene, essere liberi eppure dipendere? E' una questione che coinvolge tutti, eterosessuali, omosessuali, ma anche preti. Eppure su questo tema c'è un silenzio assoluto e ognuno cerca di cavarsela con i propri mezzi. Inoltre, quando viene meno un contesto di certezze emerge un nuovo protagonista: il potere di chi può. E se posso non mi ferma nessuno. Ho i soldi e mi compro i sentimenti.

 
29/02/2016 - Pietà per tutti e non per i più deboli? (felice eugenio crema)

E’ vero. Ogni uomo ha diritto ad uno sguardo di accoglienza. Non solo Vendola e Tobia. Anche chi per disperazione uccide moglie e figli e poi si suicida, spesso senza riuscirci. O chi vive la violenza dei narcos messicani. Tutti. Questo non significa accettare gli atti che compiono. E’ per Tobia che occorre lottare, perché il desiderio accecante della ideologia (ieri marxista oggi dei diritti) non faccia troppe vittime. E per difendere l’altra vittima, accanto a Tobia: la donna che lo ha portato in seno e che, per contratto, deve abbandonarlo subito dopo il parto.

 
29/02/2016 - Tobia non è il figlio (surrogato) di Vendola (Giacomo Ugolini)

Non riesco a capacitarmi dell'inizio di questo articolo: "La paternità (surrogata) di Nichi Vendola…" richiamato anche dal titolista. Come si fa a proporre un giudizio leale e di cuore su un fatto di cronaca partendo da presupposti così non veritieri? A dispetto di come stanno titolando tutti i quotidiani, Vendola, ad oggi, non ha alcun legame né biologico (non è il padre biologico del neonato), ne giuridico (non ha alcun grado di parentela riconosciuto legalmente con Tobia Antonio). E questo è un fatto; Leonardi invece di partire da questo fatto si accoda al fumo mediatico che utilizza un linguaggio orwelliano e da velina di regime: "E' nato il figlio di Vendola. Ne danno il lieto annuncio... ecc ecc.". Verrebbe invece da chiedersi (e questa è una mia riflessione personale) se il compagno di Vendola verrà invece perseguito, come vorrebbe la legge, per sottrazione di minore, visto che questi tipi di contratti di vendita, in Italia come in quasi tutto il mondo occidentale tranne Canada e Ucraina e pochi altri sono severamente vietati. E invece probabilmente nessun magistrato avrà il coraggio di farlo...

 
29/02/2016 - leonardi (TORREMBINI FABIO)

va bene Leonardi, le domande sono giuste (ed è già qualcosa di importante!), però, se siamo uomini, una qualche risposta la dobbiamo pure abbozzare! Tobia esiste, e quindi sicuramente è benvenuto, ma qualcosa dovremo pur fare per evitare il vergognoso perpetuarsi di questa prostituzione uterina! non mi pare ragionevole, pur nella sua esibita e molto gesuitica apertura, la sua posizione. Ad esempio, io proporrei (invece di straparlare su reati universali che nn servono a nulla - vero Lupi? vero Lorenzin?), di dare immediatamente in affidamento a una famiglia etero i figli 'artificiali' di coppie omo. Potremmo così interrompere il triste esodo che ben conosciamo. Se no è tutto inutile! Renzi, Cirinnà ed NCD cantanti, vantano il fatto che in Italia non sia possibile la pratica dell'utero in affitto, ma a che serve tutto ciò se poi me ne vado in California a fabbricarmi un bambino a pagamento?? L'adozione per le coppie omo che si dice di avere stralciato nei fatti c'è già (vedasi Vendola appunto...). Dobbiamo usare realisticamente tutti gli strumenti della politica e della ragione per evitare la deriva antropologica che stiamo subendo, non capisco certe fatalistiche aperture...

 
29/02/2016 - Riflessioni di un sacerdote (cesare gizzi)

Ma che articolo è

RISPOSTA:

Rispondo al fratello sacerdote Cesare Gizzi che chiede "che articolo è" con l'intento di arrivare anche alle altre persone che gentilmente entrano in dialogo con me. Come spiego nel pezzo, è l'articolo di una persona che contestualizza la nascita di Tobia Antonio nella situazione del paese attuale. Che è quella di una realtà italiana (per non dire di una Chiesa italiana) lacerata e ferita da troppe persone urlanti da entrambe le parti. Da troppi dibattiti televisivi che sono stati finti dibattiti, quelli in cui ci si alza disinteressandosi della persona con cui si "dialogava" e si guardava solo alla percentuale in più della propria parte, quella in cui si sono organizzate piazze contrapposte. Davvero si sente ancora il bisogno di stigmatizzare, di chiarire, di schernire e di attaccare? E quando cominceremo a costruire? E quando capiremo che per farlo bisogna prendere il bene che c'è ovunque, anche dove mai avremmo voluto vederlo? Giovanni Battista non ha perso la testa per la verità ma perché era amico di Erode: questo è ciò che ha terrorizzato Erodiade, non l'ennesimo proclama di matrimonio indissolubile. ML