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SPY FINANZA/ Brasile, Olimpiadi a rischio (e non solo)

Pubblicazione:lunedì 18 gennaio 2016

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Il 5 agosto di quest’anno a Rio de Janeiro è prevista la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi estive, ma siamo proprio convinti che quell’appuntamento sportivo prenderà il via o tra poche settimane il Brasile dovrà ammettere la realtà dei fatti e arrivare a un clamoroso annullamento? Vediamo qualche dato al riguardo, partendo dallo stato dell’arte dei lavori nei siti olimpici. Ad esempio, dal piano di mobilità, il quale prevede un’estensione della metropolitana di 16 chilometri per collegare il centro cittadino al villaggio olimpico, una miglioria che dovrebbe garantire il trasporto di 300mila spettatori al giorno. Ci sono però delle criticità: per il suo completamento mancano ancora finanziamenti per 247 milioni di dollari e, soprattutto, i lavori dovrebbero terminare in tempi relativamente brevi per garantire l’apertura dell’estensione al traffico passeggeri l’1 luglio prossimo.

Se tutto andrà bene, sarà sufficiente poco più di un mese per testare il funzionamento di un sistema così ampliato nelle lunghezze e nei volumi di traffico? Ne dubito. Nonostante il silenzio ufficiale, un recente report del Wall Street Journal ha svelato come molte malattie legate a insetti stiano andando fuori controllo in Brasile, tanto che i tentativi di combatterle paiono totalmente inutili. Stando ai dati di inizio dicembre, nel Paese si erano registrati da inizio 2015 il numero record di 1,58 milioni di casi di febbre dengue, legata proprio ai mosquitos e la stessa dinamica è in atto per la Chikungunya, altra malattia febbrile virale legata alla puntura di zanzare infette. Ma a spaventare di più è lo sviluppo molto rapido di un altro virus chiamato Zika, anch’esso legato ad alcune specie di zanzare e che stando alle autorità sanitarie brasiliane ha infettato 1,5 milioni di persone solo nei mesi recenti ed è associato a non meno di 3200 casi di malformazioni congenite nei bambini, soprattutto a livello cerebrale. Scoppiato e diffusosi velocemente nella regione nord-occidentale del Paese, la più povera, il virus starebbe ora diffondendosi molto velocemente nello stato di Rio de Janeiro (è di due giorni fa la notizia che sarebbe arrivato negli Usa, visto che le autorità del Texas hanno segnalato il primo caso nella contea di Harris in un uomo di ritorno da un viaggio in Salvador) e se dovesse diventare epidemico sarebbero molti i tifosi che rinuncerebbero a seguire le Olimpiadi a seguito del rischio sanitario.

Ci sono poi i conti, in perfetto stile greco (furono infatti le Olimpiadi di Atene ad assestare il colpo mortale ai già traballanti conti pubblici ellenici). Nel 2015 il costo infrastrutturale totale per i Giochi - finanziati quasi totalmente da governi federale e locali - è salito a oltre 5,9 miliardi di dollari, il 25% in più di quanto pianificato. In ottobre il comitato organizzatore aveva detto che avrebbe tagliato i costi del 30%, operando tagli su voci come cucina di lusso per le sale vip e la riduzione del numero di volontari addestrati per l’assistenza ai visitatori. Addirittura, al posto di alcune strutture fisse si è ora puntato sull’utilizzo di tende temporanee e anche le cerimonie di apertura e chiusura saranno meno sfarzose di quelle tenutesi recentemente a Londra e Pechino.


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