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TERREMOTO E FINANZA/ Il "bivio" che avvicina la resa dei conti

È sempre più netta in Italia, spiega MAURO BOTTARELLI, la differenza tra chi parla e chi fa. Fatto reso ancor più evidente dalla tragedia del terremoto, nella quale l'Ue si dimostra inutile

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Dunque, giovedì sera a Porta a porta, si celebrava il terremoto come motore per il Pil. Non mi stupisce, le logiche romane sono quelle. Ovvio, certe cose occorre dissimularle, quindi si faceva riferimento alla necessità di ottimismo, alla voglia di fare: ma di chi? In un Paese normale, il Parlamento sarebbe stato riaperto, i 41 giorni di ferie di deputati e senatori fatti finire in anticipo e si sarebbe fatto il punto della situazione, attivando le Commissioni competenti. Qui no, qui si va a dire idiozie in tv. O a farsi i selfie con le macerie come sfondo. Dicono che le disgrazie fanno uscire allo scoperto l'Italia migliore, a me pare che le disgrazie servano solo a fiaccare ancora di più lo spirito della brava gente che abita in stragrande maggioranza questo Paese, ma che è governata, da anni ormai, da incapaci assoluti. E in malafede. 

Basta guardare le dirette dai luoghi del terremoto: per un intero giorno ci hanno trapanato il cervello con il fatto che 20 migranti ospitati ad Ascoli avevano voluto unirsi ai soccorritori, spacciandoci questo nulla come vittoria dell'integrazione. Venti persone: quanti sono i clandestini ospitati a nostre spese nel solo Centro Italia? Penso un pochino più di 20, soltanto al vecchio centro Baobab di Roma si parla di centinaia. Sono andati volontari in 20, oltretutto perfettamente a favore di telecamera e uno di loro stava diligentemente spostando erbacce con un rastrello. Ci avete preso tutti per imbecilli, per caso? 

Matteo Renzi ha fatto la sua bella comparsata di 20 minuti e poi arrivederci e grazie, un bel selfie con i vigili del fuoco e passa la paura. In compenso, ha stanziato 50 milioni per i primi interventi: 50 milioni, mentre il suo aereo di Stato ne è costai 175. Ma va bene così, l'Italia ormai è questo, un Paese stanco e moribondo retto da inetti. C'è però un problema: la gente non è stupida e basta andare al bar a bere il caffè o al supermarket a fare la spesa per rendersene conto. Le parole sono sempre meno misurate, i concetti sempre più duri, la rabbia sempre più palpabile: ho la netta impressione che il punto di non ritorno stia avvicinandosi a tappe forzate. Alcune formazioni di estrema destra, su tutte Casapound e LealtàAzione, hanno immediatamente dato vita a raccolte di generi alimentari e abbigliamento per i terremotati: fino a un paio d'anni fa, avrebbero avuto successo, ma ci sarebbero voluti giorni prima di far partire il primo camion. Oggi sono già alla decima spedizione di generi di conforto, partono nel cuore della notte e arrivano all'alba, stracarichi di ogni bene necessario. La gente compra e porta ai punti di raccolta, fregandosene se sono "fascisti": sanno che sono gli unici a mettere le mani nel fango, sanno che sono gli unici a fare qualcosa di concreto, sanno che sono gli unici ancora così stupidi da non farci la cresta. 

Sta cadendo anche il discrime ideologico, stanno crollando i pregiudizi, stanno liquefacendosi tutte le barriere: il discrimine è tra chi fa e chi parla. Dove sono i No Borders? Dove sono i centri sociali? Dove sono i No Tav? Aiutare connazionali che hanno perso tutto non è abbastanza esotico, forse? Questo terremoto, per la politica, è una manna: come farà l'Europa a non garantirci maggiore flessibilità, di fronte a quasi 300 morti e tre paesi rasi al suolo? E non datemi del cinico, perché questo è lo stesso Paese che ha sentito le intercettazioni di chi festeggiava al telefono per il terremoto de L'Aquila e per il business della ricostruzione, la verginità l'abbiamo persa da tempo. 


COMMENTI
27/08/2016 - Tutela dei risparmi (Giovanni Cossolini)

Buongiorno dott. Bottarelli leggo sempre con grande attenzione i Suoi scritti, i complimenti che ora ho intenzione di proporre sono autentici e sinceri. Lo spaccato che oggi ci propone è davvero il sentire delle persone semplici che non sanno purtroppo più da che parte riporre la fiducia e la speranza, mi auguro che molti di noi La leggano così da avere una visione finalmente ripulita da opacità e da nebbie artificiali. Gradirei da Lei un prezioso consiglio riguardante la salvaguardia dei risparmi personali, frutto di lavoro praticamente di tutta la vita. Più volte ed in varie occasione, Lei ha sottolineato giustamente l'asfissia che questa Europa sta apportando a paesi come l'Italia, e di logica non ci resta che il divorzio a breve. La conseguenze che ne deriverebbero forse non sono prevedibile ne quantificabili, ma come fare a tentare di proteggere quel poco di risparmi ? Affidarsi a banche di diritto Italiano ma a capitali stranieri, oppure trasferire direttamente il tutto su di un conto Svizzero ? Gradirei molto un Suo autorevole parere. Colgo l'occasione per salutare con affetto e per ringraziare di cuore. Giovanni Cossolini.