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SITUAZIONE GRECIA/ Deliolanes (ERT): una crisi umanitaria censurata per gli interessi della finanza mondiale

Per DIMITRI DELIOLANES, 500mila famiglie greche sono rimaste prive di reddito e a mantenerle spesso è la pensione della nonna o del nonno, che in molti casi non supera i 300-400 euro al mese

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La Grecia si trova sempre più al centro di una crisi umanitaria. Uno dei primi a dichiararlo apertamente è stato Nikitas Kanakis, a capo di Médecins du Monde, la più grande Ong del Paese. Nell’area portuale di Perama, vicino ad Atene, la situazione è così grave che la Società Medica di Atene ha scritto una lettera all’Onu chiedendo un intervento. Come ha scritto Alex Politaki su The Guardian, “se finora si è parlato così poco di questa crisi umanitaria, le motivazioni sono politiche. Se riconoscessero la gravità della situazione, il governo greco e l’Ue dovrebbero ammettere anche che l’attuale stato di cose è stato provocato dal cosiddetto ‘salvataggio’ economico del Paese”. Ilsussidiario.net ha chiesto un commento a Dimitri Deliolanes, corrispondente da Roma della tv pubblica greca ERT.

Per l’Ue dopo il piano di austerity la situazione in Grecia starebbe migliorando. E’ veramente così?

L’unico miglioramento è quello finanziario, nel senso che ci sono maggiori probabilità del fatto che i creditori riescano a riscuotere quanto spetta loro. Ma questo non c’entra nulla con la reale situazione della Grecia.

Come stanno realmente le cose?

Ci sono 500mila famiglie prive di reddito, nelle quali sia la moglie sia il marito sono disoccupati. A mantenerle spesso è la pensione della nonna o del nonno, che in molti casi non supera i 300-400 euro al mese. Chi è rimasto senza parenti anziani ha solo due alternative: o trasferirsi in campagna, in modo da riuscire quantomeno a coltivare e a mangiare prodotti della terra, oppure andare alle mense dei poveri, che sono parecchie centinaia in tutta l’Attica. Una situazione destinata a peggiorare, in quanto la Troika (il terzetto composto da Bce, Fmi e Commissione Europea, Ndr) ha previsto il licenziamento di 25mila statali entro quest’anno e di 150mila entro il 2015.

Secondo alcuni media, i greci sono disoccupati ma poi si rifiutano di svolgere i lavori manuali …

E’ una visione piuttosto datata rispetto alla reale situazione. Prima dell’inizio della crisi i greci preferivano non svolgere alcuni lavori, come quello di bracciante agricolo, lasciandoli agli immigrati. Oggi però non è più così, i greci fanno i muratori, i lavoratori stagionali nei campi, i benzinai, i venditori nei chioschetti sulle autostrade.

Il governo di Antonis Samaras non è riuscito a dare le risposte che si attendevano i suoi elettori?