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CAOS EGITTO/ Isaac (leader copto): noi cristiani non permetteremo la guerra civile

Pubblicazione:domenica 18 agosto 2013

Caos in Egitto (Infophoto) Caos in Egitto (Infophoto)

Almeno 90 persone sono state uccise ieri in Egitto nel corso della “Giornata della rabbia” indetta dai Fratelli musulmani. Scontri a fuoco sono avvenuti tra la polizia e gli islamisti, la cui manifestazione è subito diventata violenta. I sostenitori di Morsi hanno attaccato un posto di blocco e incendiato il quartier generale dell’azienda di Stato Arab Contractors. Intanto dalle 19 di ieri è entrato in vigore il coprifuoco. “Lo stato di emergenza resterà in vigore per un periodo di tempo limitato, e noi ne abbiamo bisogno perché l’obiettivo dei Fratelli musulmani è scatenare il caos. Il governo ha scelto l’opzione più civile per evitare che la situazione degenerasse”, spiega a Ilsussidiario.net Georges Isaac, uno dei politici cristiani più in vista del Paese, nonché leader del partito Constituent Party di Mohamed ElBaradei.

 

Davvero non esistono alternative allo scontro tra l’Esercito e i Fratelli musulmani che rischia di provocare una guerra civile?

Non esiste nessun rischio di questo tipo, l’Esercito è molto forte e alle 19 di ieri sera è entrato in vigore il coprifuoco. L’idea di scatenare una guerra civile è molto lontana dalla nostra gente. La maggioranza degli egiziani sono contro i Fratelli musulmani e quindi non esistono due schieramenti di uguali dimensioni che potrebbero portare a uno scontro prolungato.

 

Molte chiese sono state bruciate. E’ preoccupato per il futuro dei cristiani?

La gente comune di fede musulmana, che nulla ha a che vedere con il partito di Morsi, sta difendendo le chiese ancora di più degli stessi cristiani. Non esiste quindi alcun rischio di uno scontro settario tra i cristiani e i musulmani, perché è un’ipotesi che non fa parte della mentalità della stragrande maggioranza degli egiziani.

 

Perché la polizia non ha fatto nulla per fermare gli attacchi contro le chiese?

Francamente non lo so. In occasione degli attacchi contro i cristiani di Minya abbiamo in effetti assistito all’inerzia della polizia. Insieme ad altri politici ho protestato per quanto è avvenuto, chiedendo alle autorità di proteggere le chiese contro eventuali nuovi assalti. E’ quanto ci aspettiamo per il prossimo futuro.

 

Che cosa ne pensa delle dimissioni del suo compagno di partito, Mohamed ElBaradei, in segno di protesta contro l’azione dell’Esercito?


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