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SIRIA/ L'ex agente Cia: le bugie sulle armi chimiche servono a preparare l’intervento Usa

Per PHILIP GIRALDI, la strage di civili siriani non è stata perpetrata da Assad ma dai ribelli con lo scopo di provocare un intervento militare da parte di Stati Uniti e Francia

Si muovono le portaerei Usa (Infophoto) Si muovono le portaerei Usa (Infophoto)

“La strage di civili siriani con le armi chimiche non è stata perpetrata da Assad ma dai ribelli, con lo scopo di provocare un intervento militare da parte di Stati Uniti e Francia”. E’ la denuncia di Philip Giraldi, un ex agente segreto ed esperto di terrorismo della CIA. Dopo avere rassegnato le dimissioni dall’intelligence Usa, Giraldi è diventato direttore esecutivo del think tank Council for the National Interest e ha smascherato le bugie della Casa Bianca sul presunto utilizzo di uranio per fini bellici da parte di Saddam Hussein e dell’Iran. Anche in questo caso, per Giraldi l’ipotesi di un utilizzo di armi chimiche da parte di Damasco è del tutto inverosimile, ma “gli Stati Uniti accettano questa versione dei fatti perché fa loro comodo, in quanto consente loro di aumentare la pressione nei confronti di Assad. Il passo successivo sarà una serie di attacchi mirati contro le basi aeree del governo di Damasco”.

Perché è così convinto del fatto che a usare le armi chimiche non sia stato Assad ma i ribelli?

Il governo siriano non aveva alcuna motivazione a usare le armi chimiche, soprattutto nei confronti della popolazione civile, mentre i ribelli avevano numerose ragioni per farlo. Sono quindi convinto che i responsabili del loro utilizzo siano stati proprio i ribelli. Il governo siriano in questo momento sta vincendo la guerra e quindi non ha alcun bisogno di ricorrere ad arsenali non convenzionali.

Quale interesse avrebbero invece i ribelli?

I ribelli potrebbero essere mossi dall’intenzione di dimostrare al mondo che il governo siriano sta utilizzando armi di distruzione di massa, proprio con lo scopo di provocare un intervento di Stati Uniti e Francia. In questo momento del resto i ribelli sono l’unica fonte d’informazione che affermi che Assad avrebbe usato le armi chimiche, e ciò rende ancora più evidente il fatto che la notizia è falsa in quanto tale.

Quale delle diverse componenti dei ribelli siriani sarebbe responsabile dell’utilizzo di armi chimiche?

Difficile dirlo, anche se è probabile che si sia trattato di uno dei gruppi più radicali. E’ noto che il regime siriano dispone di arsenali di armi chimiche.

Nell’ipotesi in cui a utilizzarle siano stati i ribelli, come avrebbero fatto a impossessarsene?


COMMENTI
27/08/2013 - Non solo.... (Sierra Jonathan)

La ipotesi proposta dall'intervista e' plausibile non solo dal punto di vista tattico (come spiegato nell'intervista). E' avvalorabile anche capendo l'ideologia islamica estremista che caratterizza le milizie ribelli (e il reletivo valore che da alla vita umana). Nell'ottica islamica estremista, la morte in questo conflitto rientra in una forma di martirio auspicabile e da incoraggiare. Plausibile quindi l'adozione di una tattica semi-suicida (l'uso delle armi chimiche contro la popolazione che in teoria i militanti sosterrebbero) per un fine "piu' alto", la vittoria islamica. Chi, come lo scrivente, ha toccato con mano le conseguenze degli attentati perpretati dai "suicidi-omicidi" islamici lo sa bene (e' un grave errore storico usare il termine "kamikaze", adottato da molta stampa italiana; i kamikaze non attaccavano civili come i suicidi-omicidi islamici). Consentitemi una nota personale. Sono un ebreo italiano che vive da 34 anni in Israele: mai mi sarei aspettato di scrivere un giorno un post come questo, ovvero contenente una indiretta difesa del crudele dittatore siriano Assad, eppure... ecco mi trovo a scriverlo. La ricerca logica della verita' (e il buon senso) prescindono da posizioni a priori. Mi sembra la stessa logica che in qs caso porta Il Sussidiario a dar voce ad una tesi cosi' diversa dal superficiale coro comune dei media italiani (v. anche l'intervista al Gen. Jean, precedentemente da voi pubblicata). Complimenti.