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DIARIO ARGENTINA/ La lezione del Papa per battere povertà e bugie del potere

In Argentina continua a crescere la povertà, accompagnata da un forte sviluppo della criminalità. Tra chi cerca di contrastare il fenomeno c’è anche MIGUEL SORBELLO

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

L’Argentina da alcuni anni vive una favola scritta e divulgata direttamente dal Governo kirchnerista, la cui politica però si scontra duramente con la realtà di un Paese che, benché dotato di immense ricchezze, vede in costante aumento l’indice di povertà. Complici decisioni economiche alquanto metafisiche e una situazione finanziaria al limite del collasso, con spese faraoniche per finanziare il racconto di cui sopra: ne è un esempio quello stridente della trasmissione “Futbol para todos”, che diffonde in diretta le partite di calcio gratuitamente ma dietro sponsorizzazioni governative che rappresentano la spesa più alta del bilancio dello Stato, quasi ci si trovasse a vivere in un Emirato. Ma povertà vuol dire anche insicurezza, prostituzione e narcotraffico, tre fattori che nell’epoca kirchnerista sono aumentati a dismisura. Le istituzioni fanno veramente poco, quasi che la situazione fosse funzionale al loro potere.

Ci sono persone che però sanno dire no a questa situazione: una di queste è di certo Miguel Angel Sorbello, docente universitario ma sopratutto responsabile di diverse organizzazioni che lottano per tentare di recuperare non solo condizioni di vita degne, ma anche ragazzi con l’esistenza rovinata dall’uso di droghe sintetiche, la cui dipendenza è spesso solo l’inizio dell’avvio alla delinquenza o alla prostituzione. Lo scorso anno Miguel è stato insignito a Palermo del prestigioso Premio Puglisi, dedicato al sacerdote che lottò contro la mafia e perse la vita proprio per il suo impegno nello stesso campo. Lo abbiamo incontrato nella sede della “Defensoria del pueblo”, un’istituzione municipale di Buenos Aires con cui collabora da molto tempo.

Secondo l’Università Cattolica argentina, il Paese ha un indice di povertà del 25%: in pratica un abitante su quattro versa in condizioni economiche disagiate. Nonostante gli aiuti elargiti dallo Stato questo fenomeno sembra aumentare: perché?

In primo luogo, in Argentina, come in tanti altri Paesi, la povertà è calcolata basandosi sui livelli di guadagno, contrapponendo quest’ultimo al paniere che raggruppa le spese basiche per sopravvivere. Tutto ciò però ha perso la connessione con la realtà, perché si dovrebbe stabilire in primis l’importanza dei prodotti inclusi nel paniere e il loro prezzo, cosa che già fa aumentare la percentuale di povertà. Ma poi ci sono altri indicatori importanti che alterano il dato.

A cosa si riferisce?

Per esempio, dai numeri sulla disoccupazione si escludono coloro che godono dei piani sociali di aiuto sia governativi che statali e ciò provoca una distorsione della realtà. Alla fine i dati che si conoscono non corrispondono affatto a una realtà che è ben più drammatica, perché il gap continua a crescere: quelli che già erano poveri rimangono tali senza possibilità di migliorare, ma in questo settore entrano anno dopo anno più persone. Già abbiamo raggiunto in queste fasce la terza generazione di abitanti che non hanno mai avuto un lavoro, fatto che provoca la perdita della concezione di impiego stesso. Quando cresci in una famiglia dove i tuoi non lavorano ti riesce difficile capire questo valore. Poi c’è l’accesso all’impiego che è molto più complicato di anni fa, si richiede personale sempre più specializzato. C’è un concetto sviluppato da Loic Wacquant molto interessante in merito.

Di che cosa si tratta?