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FCA/ Magneti Marelli prossima al "sacrificio" di Marchionne? La smentita ufficiale di Gualberto Ranieri (Fca North America)

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Sergio Marchionne, ad Fiat Chrysler Automobiles  Sergio Marchionne, ad Fiat Chrysler Automobiles

CESSIONE MAGNETI MARELLI? LA SMENTITA UFFICIALE DI GUALBERTO RANIERI (FCA) - La notizia continua a dominare nel settore automotive e non solo italiana: le voci sulla possibile cessione di Fca della sua controllata Magneti Marelli hanno fatto schizzare il titolo di Fiat Chrysler in orbita, continua infatti il guadagno attorno al +1,70%  che già stamattina aveva contribuito al già positivo ultimo trend dell'azienda italo-americana. Si trattano comunque sempre di voci e ancora nessuno di Magneti Marelli o di Fca ufficialmente conferma la notizia, anzi: Gualberto Ranieri, vicepresidente delle comunicazioni esterna di Fca-Nord America, smentisce al momento l'ipotesi di cessione dell'azienda italiana di componentistica con la doppia "M". Intervistato da Automotive.news, Ranieri afferma in maniera netta che «Magneti Marelli? Non è in vendita». Altre voci ufficiali al momento non ci sono e già questo la dice lunga sugli eventi in atto: che qualcosa bolla in pentola è quantomeno sicuro, bisogna vedere di che cosa nello specifico si tratterà, insomma work in progress in Detroit City.

CESSIONE MAGNETI MARELLI? TITOLO FCA VOLA - Dopo i rumors nei giorni scorsi e in queste ore che parlano di una possibile cessione di Magneti Marelli, controllata del gruppo Fiat Chrysler, stamani la borsa ha riaperto con il titolo Fca che vola altissimo: dopo mezzogiorno (fonte Radicor) il titolo ha toccato il +2,5% attorno ai 14,40 euro. Le quotazioni dunque continuano a beneficiare del recente trend positivo, alimentato anche dagli ottimi dati sulle immatricolazioni europee di giugno; dunque la voci sulla cessione di Magneti Marelli si sommano in un quadro piuttosto positivo per il gruppo guidato da Marchionne (qui sotto tutti i retroscena dell'operazione). Su quest'ultimo fronte, altre voci di stampa parlano di offerte recapitate al board Fca di 2,5 miliardi id euro e rifiutate perché la controllata è stimata ad un valore non inferiore ai 3mld €. I titoli di Fiat stanno guadagnano ininterrottamente da circa due settimane: dalla chiusura del 7 luglio il rialzo complessivo è del 15,1%. Insomma, orizzonte chiaro e vento in poppa per Marchionne, questo aiuta e non di poco la serenità e la non fretta per vendere un marchio storico e in attivo come Magneti Marelli.

CESSIONE MAGNETI MARELLI? IL RETROSCENA DELL'OPERAZIONE - Nel mondo motoristico ed economico italiano la notizia svelata dalla Reuters pochi giorni fa ha creato moltissime discussioni e ripercussioni sull'intero universo Fiat Chrysler: Magneti Marelli, marchio che ha fatto la storia di Fiat e Ferrari, sarebbe in procinto di essere venduta dal gruppo guidato da Marchionne. Per anni la marca dalla doppia "M" l'abbiamo vista campeggiare sulle fiammanti rosse di Maranello alla conquista dei vari campionati mondiali di F1, inoltre l'azienda di componentistica italiana ha sempre fornito le auto di Casa Agnelli, distinguendosi come un marchio di eccellenza italiana anche nel mercato internazionale. Secondo le fonti della Reuters invece la cessione della controllata di Fca sarebbe al vaglio dell'ipotesi sulla scrivania del pragmatico Ad Sergio Marchionne, che sarebbe stato contattato da potenziali acquirenti. Ben tre fonti confermano che esisterebbero almeno due operatori di private equity Usa che starebbero lavorando con aziende del settore automotive per presentare delle proposte congiunte. Abbiamo anche delle cifre di massima della cessione che si aggirerebbero attorno ai 2,5 miliardi di euro, offerta però che sarebbe stata rifiutata ad inizio giugno dal board italo-americano. Come spesso accade, l'indecisione sul da farsi nel mercato è legata al non avere una palla di cristallo che dia la certezza perfetta su quale sia la scelta migliore e più redditizia: quello che riporta la nota agenzia internazionale è che Marchionne starebbe pensando di vendere o l'intera società oppure scorporarla in asset e venderli singolarmente. Di certo, al momento nessuna decisione è ancora stata presa, e il motivo riguarda le prossime e urgenti prospettive del marchio Ferrari: entro metà ottobre infatti verrà decisa la quotazione in borsa del marchio simbolo del lusso e della sportività italiana nel mondo. La decisione sulla Magneti Marelli dunque verrà rinviata a dopo l'Ipo di Ferrari in modo da poter avere anche più chiara la situazione economico-finanziaria del "gruppone" Fiat Chrysler. Ma la Reuters riporta ancora un'altra fonte, questa volta molto interna a Fca che riferisce di come il progetto su Magneti Marelli sia in campo da molti mesi, “Le lettere si accumulano sul tavolo di Fiat e ci aspettiamo che quando avranno raggiunto un certo numero, Marchionne reagisca", ironizza la fonte. L'azienda che si occupa di componentistica auto, dalle luci all'elettronica, dai motori alle sospensioni, impiega oltre 38mila dipendenti ed è presente in 20 paesi nel mondo: ricavi da 6,5 miliardi solo nel 2014 per questa contollata che dunque potrebbe essere "sacrificata" per iniziare a pagare parte del debito societario di Fca assieme ad un piano di finanziamenti che si aggira sui 48 miliardi di euro. Secondo la Reuters, "dato che Marchionne non riesce a sfondare il muro di resistenza opposto da General Motors alle proposte di aggregazione la cessione di asset potrebbe tornare molto di attualità". Gli investitori non mancano, dopo anni di crisi nerissima è tornata molta luce nell'ultimo biennio sul mercato dell'automotive e per questo il pragmatico piemontese starebbe preparando la grande cessione, per poter fruttare il più possibile riutilizzando l'introito per fini interni a Fca.
I rumors che si stanno scatenando in questi giorni dopo aver appreso della notizia su Magneti Marelli, riportano molte versioni diverse di andamento dell'operazione: alcuni riferiscono che gli investitori sarebbero interessati a prendere il 100% della controllata, per poi dividersela in asset singolarmente in base alle aree di competenza. Altri sostengono ci siano già dei fondi di buyout soprattuto "a stelle e strisce" particolarmente interessati alla sola divisione illuminazione di Magneti Marelli, che potrebbe essere scorporata e trasformata in una società autonoma: la valutazione fatta per questa ipotesi è vertiginosa, con le "luci italiane" che varrebbero circa 2 miliardi di euro. Il "buon Sergio" non ha grande fretta di vendere e quindi chiederà garanzie precise agli eventuali acquirenti (da qui la lentezza nell'operazione in questi mesi) per quanto riguarda la fornitura di componenti al gruppo che comunque non verrebbe meno. Da un lato le strategie che si prospettano lato Magneti Marelli vedrebbero, sempre secondo i rumors raccolti da Reuters, una possibile attrazione di altre aziende nel settore che potrebbero aggiudicarsi l'ambita azienda italiana, come Valeo, Hella e Stanley; lato Fca invece ci sarebbe l'intenzione di mettere sul mercato anche Comau e Teksid, anche loro con fatturati ingenti da 1,55miliardi di euro e 639 milioni di euro. Insomma, gli intrighi di mercato e di compravendita nella galassia Fiat è solo all'inizio.

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