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LICEI MUSICALI/ Sull'educazione musicale anche i Maestri italiani a volte steccano

giovedì 17 giugno 2010

Per rimediare ai gravi danni provocati dal modo in cui in questi anni è stato condotto il processo di Riforma degli Studi musicali sarebbe necessario prendere coscienza di quanto siano stati eclatanti gli “sbagli” (o gli “abbagli”) compiuti dai “Musicisti italiani” nel corso di questi ultimi dieci anni; da quando cioè i Conservatori (in virtù della Legge 508/99) sarebbero dovuti divenire Istituti Superiori di grado “esclusivamente universitario”.

Intendo riferirmi agli errori compiuti da tutte quelle persone e da tutti quegli organismi che occupano un ruolo determinante e rappresentativo della categoria dei “musicisti” nel nostro paese, a livello istituzionale e amministrativo. Troppo spesso è stato superficialmente scritto che la citata legge di Riforma dei Conservatori aveva finalmente sancito il riconoscimento del “livello universitario” di tali istituti: questo non è assolutamente vero; i Conservatori erano già riconosciuti dalla Costituzione Italiana di tale livello, in quanto Istituti di alta cultura.

Non avrebbe dovuto quindi essere certo questo l’aspetto rilevante della legge di Riforma su cui concentrare l’attenzione e da cui partire per costruire la Riforma degli Studi musicali; purtroppo, invece, proprio così è stato: si è pensato solo a “ridisegnare” il segmento di Studi Superiore (e, come vedremo, lo si è fatto anche molto male). Non è stato invece assolutamente fatto quello che sarebbe stato logico e indispensabile fare subito: distribuire in modo uniforme edadeguato i “Corsi di base” (quelli relativi ai Corsi di Studio “Inferiori” e “Medi” tolti dai Conservatori riformati) nella scuola secondaria di I e II grado; per assicurarne una sufficiente presenza sul territorio italiano e, dunque, per diffondere la cultura musicale tra tutti i ragazzi del nostro Paese.

Proprio questo era infatti lo scopo e la sostanziale rivoluzionaria novità della suddetta legge di Riforma dei Conservatori; non avrebbero più abbracciato integralmente tutto l’arco del Corso di Studi relativo a qualsiasi disciplina musicale, ma si sarebbero concentrati solo sul segmento di Studi Superiore.


 

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