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ENERGIA/ Troppi soldi al fotovoltaico? Falsità di chi non vuole il rinnovabile

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Anche se in questo momento l’energia solare è la Cenerentola delle rinnovabili, il fotovoltaico è diventato (assieme all’eolico) l’emblema dell’energia pulita e dell’alternativa al nucleare e alle fonti fossili.

Il fotovoltaico infatti gode di un fascino unico legato ad alcune delle sue caratteristiche peculiari. Innanzitutto il concetto di generazione distribuita: ovvero la possibilità che il punto di produzione dell’energia elettrica coincida con il punto del suo consumo, dando vita a un arcipelago di mini-centrali elettriche molto più efficienti delle grandi e costose centrali che tra l’altro scontano anche i limiti di una rete distributiva vecchia e obsoleta lungo la quale si perde una parte importante della produzione stessa di energia. Sono sprechi e costi che pesano sulla bolletta di ciascuno di noi. Non esiste filiera più corta di quella fotovoltaica. E l’impianto può essere dimensionato esattamente per rispondere al fabbisogno di una famiglia, di un condominio, di un sito industriale, di un locale pubblico…

In qualche modo è come se l’utente (l’uomo, la comunità, l’impresa) si riappropriasse della produzione di energia attingendo senza intermediari alla più straordinaria fonte che la eroga continuamente in forma assolutamente gratuita: il sole. Si calcola che il sole fornisca un’energia superiore di oltre 10mila volte a quella necessaria in tutto il globo. E’ un enorme serbatoio a disposizione di tutti, che si riversa sulle nostre teste e sui nostri tetti  in modo assolutamente democratico.

E ancora: gli impianti solari producono energia senza alcun rumore, e senza alcuna emissione inquinante. Nelle ore del giorno un rivolo di energia scende silenziosamente, minuto dopo minuto, dai moduli verso la rete elettrica senza alcun disturbo e senza alcun rischio presente o futuro per le persone o per l’ambiente.
 



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COMMENTI
04/01/2011 - Abbiamo considerato tutto? (Vulzio Abramo Prati)

Sono d'accordo che si debba utilizzare il fotovoltaico ovunque possibile e ben vengano gli incentivi, ma se servono 105 mila GWh dal rinnovabile e di questi 56 mila vengono dagli impianti idroelettrici, ne restano 49 mila tra eolico biomasse ecc... quanto dobbiamo produrne con il fotovoltaico? Servono circa 7 metri quadri per produrre 1kWh, basta fare una divisione e si capisce che una volta coperti tutti i tetti, i parcheggi e le aree possibili, escluse piazze, monumenti e terreni agricoli produttivi, che è meglio mantenere tali, siamo ancora lontani dagli obiettivi fissati. Un interessante esperimento lo stanno facendo nel Sahara ma lì c'è molto spazio e molto sole, da noi la situazione è un po' più complessa! E poi tra 10 o 15 anni quando migliorerà la tecnologia e si inizieranno a sostituire gli attuali impianti saremo pronti a sostenere uno smaltimento di questa portata considerando che smaltire il fotovoltaico non è banale o rovineremo ancora di più l'ambiente? Penso che certi passi, per quanto corretti vadano pianificati bene e come diceva un personaggio manzoniano: "avanti con giudizio!"

 
04/01/2011 - I terreni però non sono rinnovabili... (Giacomo Ugolini)

Tutto giusto quello che viene riportato nell'articolo, anche se in realtà la questione dell'energia distribuita non è così pacifica e serena, perchè nei luoghi dove si ha più bisogno di energia (città, zone industriali) non ho abbastanza superficie disponibile per produrre buona parte dell'energia necessaria; tetti e parcheggi ricoperti me ne possono fornire solo una piccola parte (proprio perchè il fotovoltaico è una fonte energetica dispersa, non concentrata, e ha bisogno di grandi superfici, mentre le città e le industrie consumano una gran quantità di energia in piccole superfici). Il quantitativo più grande di energia proveniente dal fotovoltaico proviene inevitabilmente da ettari di terreno riempito di pannelli. Qui sta la nota dolente; io dal mio piccolo punto di vista sto notando sempre più campi della nostra fertile pianura padana trasformati in impianti fotovoltaici, e questa scelta da parte di molti agricoltori è più che comprensibile vista la bassa remunerazione che proviene dalle tradizionali coltivazioni. Ma io mi chiedo: è un utilizzo razionale delle risorse che abbiamo utilizzare porzioni di prezioso territorio (in Italia ne abbiamo poco) per produrre così poca energia per m^2 (perchè andatevi a vedere quanti ettari ci vogliono per produrre 1 MW di energia col fotovoltaico)? Gli incentivi erano stati concepiti perchè gli agricoltori riempissero l'Italia di pannelli a scapito della campagna o qualcosa non ha funzionato?