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VERSO EXPO/ Dai semi al piatto, passando dall’Europa

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Sementi di fiori e erba al Micografo elettronico (Photo Quest Ltd /Science Photo Library/Corbis)  Sementi di fiori e erba al Micografo elettronico (Photo Quest Ltd /Science Photo Library/Corbis)

Il report è stato realizzato nell’ambito di Horizon 2020, l’attuale Programma Quadro a sostegno della ricerca e dell’innovazione della UE, ma sembra fatto apposta per arricchire le riflessioni e gli approfondimenti che si stanno intensificando in vista di Expo 2015. Ci riferiamo allo studio “Tomorrow’s Healty  Society, research priorities for foods and diets”, realizzato dal Joint Research Centre della Commissione Europea e indirizzato a delineare il contributo che può offrire la ricerca sul cibo al nostro modo di vivere e alimentarci da qui al 2050.

Il documento – prodotto a seguito di tre workshop che hanno visto la partecipazione di una quarantina di esperti e protagonisti del settore - individua alcune priorità di intervento: transitare verso una dieta “a misura” di ciascuno, garantire la sostenibilità del sistema alimentare, migliorare la nostra comprensione del rapporto tra alimentazione, nutrienti e salute, promuovere una politica integrata nel settore alimentare.

Secondo lo studio, l’alimentazione del futuro dovrà essere impostata sulla base dei bisogni individuali. “Alla ricerca spetta quindi il compito di fornire le conoscenze necessarie per promuovere questo passaggio, definendo il quadro, i rischi e i benefici di stili dietetici personalizzati”. Solo una migliore comprensione del complesso rapporto tra nutrizione umana ed evidenze scientifiche potrà porre le basi per una politica coerente orientata alla prevenzione.

Il rapporto prende le mosse da un dato di fatto che registra una tendenza: “mentre la speranza di vita aumenta di 2,5 anni per decennio, solo dal 75% (per le donne) all’80% (per gli uomini) dell’aspettativa di vita totale è mediamente speso in condizioni di buona salute”. Malattie croniche come il diabete, i disturbi vascolari o il cancro, così come scelte alimentari legate a uno stile di vita povero o a diete insalubri rappresentano una sfida sanitaria di primo piano. Da qui la necessità di un approccio olistico e multidisciplinare alla nutrizione, per rendere i cibi più salutari e ridurre così i fattori di rischio per l’insorgenza di malattie croniche legati alla dieta.

Fa parte di questo approccio olistico anche la dimensione educativa e conoscitiva, non limitata agli aspetti della nutrizione e della dieta ma estesa a tutta la problematica alimentare: dall’origine dei cibi agli aspetti di gestione della cucina. È quello che possono trovare i visitatori di una mostra aperta a Milano in questi mesi che precedono Expo 2015. L’esposizione si intitola semplicemente Food: è  prodotta da Comune di Milano, Codice Edizioni e Gruppo 24 Ore ed è curata da Dario Bressanini e Beatrice Mautino. È allestita da fine novembre a fine giugno 2015 presso il Museo di Storia Naturale e propone un percorso interessante sintetizzato dal sottotitolo “la scienza dai semi al piatto”.



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