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ELETTRONICA/ Il nuovo Polifab: benvenuti nell’officina del XXI secolo

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Sistema di etching e sputtering a fascio ionico (Polifab)  Sistema di etching e sputtering a fascio ionico (Polifab)

La visita a una Clean Room (o Camera Bianca) evoca sempre un’atmosfera avveniristica e di alta tecnologia e anche quella inaugurata venerdì scorso al Politecnico di Milano non è sfuggita a questa regola. Qui però futuro e hi-tech si coniugano subito con un senso di grande concretezza che supera i confini di un laboratorio universitario. Si chiama Polifab, è situato nel Campus Leonardo ed è un centro per le micro e nano-fabbricazioni, creato per fornire le tecnologie necessarie allo sviluppo di applicazioni in fotonica, micro e nanoelettronica, biotecnologie con l'integrazione di materiali avanzati e nanotecnologie.

Il Direttore di Polifab, Andrea Lacaita, tiene a sottolineare la duplice missione del centro: sostenere e promuovere le attività di ricerca dell'Ateneo milanese e facilitare collaborazioni e sinergie con enti di ricerca esterni e con il mondo industriale: «Una struttura come questa può mettere a disposizione di ricercatori e aziende le principali tecnologie necessarie per la realizzazione di microlavorazioni, di prototipi di microsistemi, per il loro assemblaggio e incapsulamento fino alla funzionalizzazione biochimica delle superfici. Grazie alle macchine e alle strumentazioni di cui è dotato, Polifab è certamente all'avanguardia nel settore.

Siamo in grado di condurre ricerca di frontiera grazie anche al contributo e al sostegno della Fondazione CIFE (il Centro Internazionale della Fotonica per l'Energia, nato nel 2010 dalla collaborazione tra Cnr, Fondazione Politecnico e Pirelli SpA) che ci ha messo a disposizione molte delle attrezzature oggi in dotazione». Le applicazioni sono molteplici: biosensori per la diagnostica medica, chip microfluidici per studi biologici, sensori e memorie magnetiche, dispositivi per la nanoelettronica, fotonica integrata e componenti per il fotovoltaico. E Lacaita ci illustra lo scenario e la prospettiva nella quale si collocano tutte queste attività.

«Dopo la grande rivoluzione delle reti di comunicazione, siamo all’inizio dell’era della pervasività. Mi riferisco a un insieme di avanzamenti tecnologici radicali che stanno modificando tre “strati” strutturati e fondamentali: anzitutto lo strato hardware, per cui abbiamo la distribuzione di intelligenza ovunque; poi la riorganizzazione delle reti, con l’inserimento di nuove tecnologie di rete organizzate in modo gerarchico per i vari tipi di reti; fino alla virtualizzazione dell’informazione, con una rete come Internet che non è più un deposito di dati ma diventa un deposito di conoscenza». Si tratta quindi di un’evoluzione drastica e veloce, che implica lo sviluppo di ulteriori innovazioni radicali: dai componenti, ai microsistemi, alle reti, all’organizzazione generale delle reti stesse. «Con PoliFab siamo nell’ambito dei microsistemi, concentrandoci sul lato hardware dell’innovazione.



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