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REFERENDUM 2011/ La posizione dell’Idv sui quesiti del 12 e del 13 giugno

Il partito di Antonio Di Pietro si è fatto promotore di 3 dei quesiti ed era quindi invitabile che dedicasse del trionfo dl “Sì” ogni risorsa energia disponibile.

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

La linea adottata dall’Italia dei Valori in merito ai 4 referendum del 12 del 13 giugno è scontata. Il partito di Antonio Di Pietro si è fatto promotore di 3 dei quesiti (nucleare, legittimo impedimento e uno dei due sull’acqua) ed era quindi invitabile che dedicasse del trionfo del “Sì” ogni energia disponibile. Un voto che, secondo molti nel partito, come in tutta la sinistra, ha il sapore della resa dei conti finale. Dopo la disfatta alle amministrative, con la perdita di Milano e Napoli, sono in molti a covare la speranza che un eventuale vittoria rappresenti per il governo il colpo finale che costringerebbe Berlusconi alle dimissioni. Tuttavia, il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, ha invitato a non dare alla consultazione del 12 e del 13 voto una coloritura politica: «I referendum – ha detto - non sono un giudizio universale su Berlusconi e se vinceremo non chiederemo un voto di fiducia su di lui perché sono temi che interessano tutti: l'acqua, il nucleare, la legalità. Perciò invitiamo a votare tutti i cittadini, anche quelli di centrodestra, non sono temi che hanno un colore politico, e se passeranno sarà una vittoria di chi vota». Riferendosi alla manifestazione di venerdì, in chiusura della campagna referendaria, poi, ha aggiunto: «condivido l'idea che alla manifestazione di chiusura di venerdì non ci siano bandiere di partito ma solo i comitati promotori».