La speranza e la tempesta

- Federico Pichetto

Serpeggia un malcontento che urla forte il fatto che in tanti non hanno più voglia di niente, nemmeno di ricominciare. Ci serve la sorpresa di qualcosa che accade

scuola studenti giovani 3 lapresse1280
(LaPresse)

Nei primi bagliori del nuovo anno scolastico delle superiori si chiudono i conti con quello vecchio e i dati che emergono non sono affatto rassicuranti: alle prove d’esame di fine estate, per determinare il voto su cui i prof. hanno sospeso il giudizio a giugno, aumentano coloro che non si presentano, che scelgono deliberatamente di essere bocciati, ed aumentano i bocciati in sé, con istituti che mettono a segno un poco esaltante +50% sul 2019, l’anno prima della grande sanatoria Covid.

E forse anche in queste montagne russe, dove un anno si promuove chiunque e l’anno dopo si boccia senza pietà, dove un mese si esce dalle lezioni alle 16 per ordine della prefettura e il mese dopo neanche si entra a scuola, forse anche in queste montagne russe – si diceva – va cercato quel malcontento serpeggiante che affiora qua e là nel paese, nelle proteste come nella politica, sui social come nei giudizi dozzinali sulle tante realtà complesse del nostro tempo: un malcontento che si esprime in un non-detto che – in realtà – urla forte il fatto che in tanti hanno perso la voglia di tutto, non hanno più voglia di niente, nemmeno di ricominciare. Chi ha voglia di ricominciare a studiare? Chi ha voglia di ripartire con la vita di sempre? Chi ha voglia di mettersi in gioco e di metterci del proprio?

In questi ultimi due anni siamo stati così piegati dalle circostanze, e soprattutto dalla narrazione altalenante e non chiara delle circostanze, che ciò che si è andato affermando è la perdita della voglia del vivere, la perdita della voglia di ripartire. Proprio come dopo un’indicibile delusione in un matrimonio, in un’amicizia o in una società, anche in questo caso “la tempesta” ha rimpicciolito i desideri, fatto cattive le parole, resi violenti i sentimenti.

In tutto questo chi potrà ripartire? Quali insegnanti potranno accogliere questa rabbia? Quale marito o moglie? Quale politico? Quale amico? Chi ci farà tornare la voglia di vivere?

Mai come in questo caso non ci possono essere risposte, ma solo desiderate e sospirate sorprese. Di cui il Cielo sa quanto tutti quanti abbiamo davvero bisogno. La sorpresa non è una categoria irrazionale solo perché è imprevedibile, la sorpresa è ciò per cui tutti noi siamo fatti. A ben vedere, di questi tempi, è la migliore amica della speranza. L’importante è non essere così presi da se stessi da perderla di vista.

— — — —

Abbiamo bisogno del tuo contributo per continuare a fornirti una informazione di qualità e indipendente.

SOSTIENICI. DONA ORA CLICCANDO QUI

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA