“40 testate nucleari Usa in Italia”/ Luca Ciarrocca: “Ci rendono un bersaglio”

- Alessandro Nidi

L’Italia ospita sul suo territorio 40 testate nucleari degli Usa. Quanto costano? Ciarrocca: “È stata fatta una stima tra i 50 e 100 milioni di euro all’anno”

Test nucleari in Russia: immagine di repertorio
Test nucleari in Russia: immagine di repertorio (Web, 2020)

Luca Ciarrocca, giornalista e autore di bestseller, ha rilasciato un’intervista al quotidiano “La Verità”, sulle cui colonne ha parlato dell’argomento testate nucleari, con riferimenti specifici al nostro Paese: “L’Italia è in prima fila e ha un rapporto di totale dipendenza da Washington. Abbiamo due basi che le ospitano (Ghedi e Aviano, ndr). Ciò che è più importante dire, tuttavia, è che le bombe atomiche in Italia rappresentano il 40% dell’arsenale americano in Europa. Un arsenale diviso fra Germania, Olanda e Belgio. Noi siamo gli unici ad avere due basi sul territorio”.

Sul suolo italiano abbiamo al momento “40 testate nucleari. È una stima, non ne abbiamo la certezza assoluta. Fino a qualche anno fa erano 90, poi il numero è sceso. Ma nessuno governo – Berlusconi, Renzi, Draghi – ha mai fornito informazioni in proposito. Dovrebbero essere 20 a Ghedi e 20 ad Aviano”.

TESTATE NUCLEARI: “ALL’ITALIA COSTANO TRA I 50 E I 100 MILIONI DI EURO ALL’ANNO”

Oggi che tipo di testate nucleari abbiamo in Italia? Ciarrocca su “La Verità” ha spiegato che le bombe sono le vecchie B61 che nei prossimi anni, fino al 2026, verranno sostituite dalle B61-12. Queste ultime sono “bombe a gravità, che vengono caricate sotto la fusoliera degli aerei con capacità tattica e nucleare, i Tornado. Questi aerei verranno a loro volta sostituiti dagli F35. Queste bombe hanno un potenziale in chilotoni che va da 0,3 a 170. Da una parte possono provocare distruzioni limitate e localizzate. Dall’altra possono essere devastanti e raggiungere una potenza distruttiva spaventosa”.

Le spese per il mantenimento delle testate non sono dichiarate, ufficialmente non esistono e, asserisce Ciarrocca, “vanno dunque ricavate, spulciando tra le righe dei bilanci del Ministero della Difesa. È stata fatta una stima tra i 50 e 100 milioni di euro all’anno. A cui vanno aggiunti i costi per gli F35. Che, come noto, in origine dovevano essere 131, ma nel corso del dibattito sono stati molto ridotti di numero. A livello geopolitico e strategico, anche se i siti sono noti, le bombe sono pericolose per il fatto stesso di esistere, e potrebbero renderci bersaglio di una rappresaglia. Inoltre, avendo noi il 40% dell’armamento nucleare degli Stati Uniti in Europa si darebbe un durissimo colpo all’intero sistema Nato”.





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