5 permessi a killer del vigilante/ “Fuori dal carcere anche per un provino di calcio”

5 permessi al killer del vigilante Francesco Della Corte, ucciso nel marzo del 2018: rabbia dei familiari della vittima, “dove sono finiti i nostri diritti”

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Nuovi aggiornamenti sui permessi concessi al killer del vigilante Francesco Della Corte, ucciso a Napoli lo scorso marzo 2018 all’esterno della metro di Piscinola. Un delitto efferato che ha sconvolto l’opinione pubblica, così come la recente notizia del permesso concesso per festeggiare il 18esimo compleanno insieme alla famiglia. Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha inviato gli ispettori per fare chiarezza sull’accaduto, ma c’è di più: secondo quanto riporta Repubblica, il neo maggiorenne ha usufruito di cinque permessi di uscita in tutto, di cui uno utilizzato per sostenere un provino per una società calcistica di Benevento. Un altro, invece, per un pranzo con genitori e parenti. Senza dimenticare che i suoi due complici non hanno ricevuto alcun permesso d’uscita dalle carceri minorili dove si trovano.

5 PERMESSI D’USCITA A KILLER DEL VIGILANTE: RABBIA DELLA FAMIGLIA DELLA VITTIMA

Marta Della Corte, figlia della vittima, ha espresso tutta la sua rabbia per la decisione di dare cinque permessi premio al killer dell’uomo: «Si sostengono sempre di più i diritti dei detenuti, ma dove sono finiti invece i diritti delle vittime e delle famiglie di chi è stato ucciso, di coloro a cui è stato negato il diritto alla vita?». Prosegue la donna, come riporta Repubblica: «Ormai la linea che separa la riabilitazione da comportamenti ridicoli è diventata veramente sottile: esce dal carcere e va a fare il calciatore? Questa è follia, non posso sopportare che chi ha ucciso mio padre possa andare a fare anche un provino per giocare al calcio malgrado sia accusato di essere un assassino», ribadendo come a suo avviso il killer 18enne debba scontare 16 anni e mezzo dentro il carcere.



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