Abusi ciclismo femminile, sentito ct Salvoldi/ “Incontri in stanza? Nulla di male”

Abusi ciclismo femminile, ascoltato il commissario tecnico Salvoldi nell’ambito dell’inchiesta #MeToo: “Non vedo l’ora che l’incubo finisca, sono stanco”.

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Edoardo Salvoldi intervistato da Federciclismo

Abusi ciclismo femminile, nuovi sviluppi sull’inchiesta #MeToo: la Procura della Federciclismo ha convocato e sentito il commissario tecnico Edoardo Salvoldi. Dopo aver ascoltato l’ex dt generale Silvio Martinello, l’organo della Fci ha chiamato in audizione il responsabile del settore azzurro e l’ex pistard Roberto Chiappa ad appena una settimana di distanza dall’apertura del fascicolo contro ignoti per «presunte condotte illecite poste in essere ai danni delle tesserate con la Fci in relazione ai numerosi articoli comparsi sui principali organi di stampa»: citata l’intervista rilasciata da Martinello lo scorso 25 agosto 2019 ai microfoni de Il Giornale, in cui parlava di «comportamenti al limite della decenza» non idonei al ruolo che ricoprivano i tecnici della Federazione. Martinello aveva anche denunciato il racconto di una ragazza che «con le lacrime agli occhi parlò di violenze subite da parte di un tecnico».

ABUSI CICLISMO FEMMINILE, SENTITO IL CT EDOARDO SALVOLDI

«Sono stanchissimo, frastornato, deluso e non vedo l’ ora che l’ incubo finisca», le parole di Edoardo Salvoldi ai microfoni del Corriere della Sera: il commissario tecnico delle Azzurre, in carica dal 2005, ha espresso la sua amarezza tra le lacrime per quanto circolato negli ultimi giorni sugli organi di stampa. Il 48enne ha poi aggiunto: «Con le ragazze cerco sempre di fare incontri in luoghi pubblici, non nego che qualche volta sia capitato in stanza: collaboro con la nazionale dal 1994 e non è mai successo nulla di male. Dopo l’ apertura dell’ inchiesta ho ricevuto decine di messaggi e telefonate di solidarietà dalle mie atlete». Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo, ha poi evidenziato a proposito della denuncia di Martinello risalente al 2007: «Non ricordo bene i fatti, ma la denuncia di Martinello era molto vaga e non presentava prove. Forse indagammo. Ma di certo non diffidammo il tecnico».



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