Adinolfi vs Polito/ “Destra antiabortista? Analisi sballata, sono traumatizzato”

- Luca Bucceri

Mario Adinolfi si scaglia contro il giornalista Antonio Polito dopo le accuse di una deriva “texana” delle destra

adinolfi tiziano ferro
Mario Adinolfi

È scontro social tra Mario Adinolfi e Antonio Polito, dopo che quest’ultimo tra le colonne del Corriere della Sera ha ipotizzato di un futuro alla “texana” della destra. Infatti, come riportato nel quotidiano di via Solferino, negli Stati Uniti una legge limita il diritto all’aborto e vieta l’imposizione del Green pass, un po’ lo stesso che potrebbe accadere in Italia con i leader di Lega e Fratelli d’Italia Salvini e Meloni che sono duri contro la certificazione verde. Adinolfi, dal canto suo, non ci sta e replica su Twitter: “Antonio Polito sul Corriere della Sera si allarma e pensa che la “destra del futuro” sarà “texana”, cioè antiabortista. L’analisi è tutta sballata. La posizione prolife non è di destra, è la sinistra borghese che ha smesso di tutelare i senza voce. Tra questi, i bambini non nati“.

Adinolfi, giornalista e fondatore leader del partito Popolo della Famiglia, si è scagliato contro il collega del Corriere della Sera sui social citando anche lo scrittore Pier Paolo Pasolini: “Sulla stessa prima pagina su cui oggi Antonio Polito ha scritto ogni genere d’insulto ai danni di chi si batte contro l’aborto (“destra texana illiberale”), il 19.1.1975 Pier Paolo Pasolini scriveva: “Sono contro l’aborto. Sono traumatizzato, è la legalizzazione dell’omicidio”.

Adinolfi vs Polito, cosa ha scritto il giornalista

L’attacco di Mario Adinolfi ad Antonio Polito, giornalista del Corriere della Sera, nasce da un pezzo pubblicato sulle pagine del quotidiano di via Solferino nel quale lo stesso Polito asserisce che il futuro della destra sta prendendo una deriva texana. Polito ha infatti spiegato le ultime decisioni del governatore Greg Abbott: “I due provvedimenti più celebri sono infatti la legge che nega il diritto all’aborto dopo la sesta settimana, togliendo alla gestante la libertà di scelta, e l’ordine esecutivo che proibisce l’imposizione del green pass o di qualsiasi obbligo vaccinale, che invece dà al cittadino totale libertà di scelta. Da un lato si rifiuta ogni paternalismo medico, stabilendo che nessuno è tenuto a fare qualcosa neanche «per il suo bene» (come nel caso dei vaccini); dall’altro si introduce il paternalismo etico dello Stato, che decide al posto della donna anche quando è in discussione il suo bene“.

Polito, nell’articolo che porta la sua firma sul Corriere della Sera, ha fatto accendere gli animi di Adinolfi citando in maniera errata, a detta del leader di Popolo della Famiglia, la posizione della destra. Infatti ha scritto: “Così una destra che non è mai stata liberale, nel senso berlusconiano del termine, e non è mai diventata liberista in economia, si è fatta libertaria sui vaccini oltre ogni ragionevole dubbio. Non sempre, non tutti. In materia di green pass, per esempio, il gruppo dirigente della Lega che governa, nelle regioni o a Roma, ha espresso con chiarezza il suo ragionevole dubbio: più green pass più libertà per tutti. Ma il messaggio dei leader, Salvini e Meloni, è invece sorprendente per quanto rischia di mettersi in rotta di collisione con il buon senso, oltre che con lo stesso passato dei due partiti e alla lunga perfino con il loro elettorato. L’agitazione continua e ossessiva contro il certificato vaccinale sembra infatti l’opposto di quel motto «legge e ordine» che da sempre è la pulsione principale del voto di destra“.

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