AFGHANISTAN/ Dal Pakistan alla Russia, le manovre sui talebani che spiazzano Usa e Ue

- Giuseppe Gagliano

Un recente report ha indagato come potrebbero cambiare, con i talebani al potere, le relazioni dell’Afghanistan con i paesi vicini, dalla Cina al Pakistan

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Gruppo di talebani a Kabul (LaPresse)

Quali potrebbero essere gli scenari in Afghanistan con i talebani al potere secondo un recente report di The Diplomat?

Commentando come potrebbero evolvere le relazioni Pakistan-talebani nel nuovo rapporto, gli esperti hanno valutato che è probabile che la situazione diventi più complessa e piena di attriti, ma è improbabile un crollo totale delle relazioni. Un esperto ha sottolineato che i talebani, che hanno iniziato a prendere le distanze dall’Inter-Services Intelligence (il principale servizio di sicurezza del Pakistan) almeno dal 2014, lavoreranno per legittimarsi come separati dall’Isi.

Inoltre hanno sottolineato che l’Isi continuerà i suoi tentativi di mantenere “una sorta di controllo su di loro”, molto probabilmente attraverso la creazione di una pressione tattica o di una pressione indiretta su di loro attraverso la Cina.
Un esperto ha valutato che il Pakistan probabilmente userà le sue “leve”, come i legami religiosi, per controllare i talebani, qualora il gruppo dovesse affermare apertamente la sua indipendenza.

Un altro analista ha avvertito che è probabile che le controversie intorno alla Durand Line dell’era coloniale, che funge da confine tra Afghanistan e Pakistan, rimaste un problema insoluto tra i due dagli anni ’90, rischino di riemergere.

Commentando le relazioni dei talebani con l’Iran, gli esperti hanno valutato che una rottura delle relazioni nei prossimi anni è altamente improbabile, soprattutto perché negli ultimi anni c’è stata una discreta quantità di contatti tra le due parti. Gli esperti hanno valutato che potrebbero esserci livelli episodici di sostegno militare dall’Iran ai talebani. Un esperto ha valutato che l’Iran vede un dominio talebano in Afghanistan “sia come un’opportunità che come una minaccia”. L’Iran potrebbe anche cercare di modulare il comportamento dei talebani utilizzando forze proxy. C’è stato un consenso tra gli esperti consultati da The Diplomat per questa relazione sul fatto che gran parte del modus operandi di Teheran sia da mettere in relazione alle minoranze sciite.

Ma come potrebbero comportarsi le principali potenze regionali – Cina, India e Russia – sulla questione del riconoscimento del nuovo regime talebano a Kabul?

Un esperto intervistato da The Diplomat ha dichiarato che è probabile che Mosca alla fine prenda l’iniziativa nel riconoscere i talebani come governo legittimo, con Pechino che ne seguirà le orme.

Nel caso della Cina, il riconoscimento sarà subordinato alle assicurazioni talebane che il gruppo dovrà recidere i legami con il Movimento islamico del Turkestan orientale. Gli esperti hanno sostenuto che, mentre l’ascesa dei talebani presenta gravi preoccupazioni in tema di sicurezza per l’India, tali preoccupazioni saranno indirette in quanto i gruppi che operano in Kashmir potrebbero essere incoraggiati dalla vittoria dei talebani in Afghanistan. Allo stesso tempo, è improbabile che i talebani seguano una politica estera dettata dai loro mecenati in Pakistan, lasciando spazio a un riavvicinamento limitato tra Nuova Delhi e i talebani a medio termine.

Gli esperti hanno convenuto che, sulla base di eventi passati, i talebani ritengono che la comunità internazionale alla fine fornirà loro un riconoscimento de facto. È anche probabile che la comunità internazionale alla fine riprenderà gli aiuti per l’Afghanistan, dal momento che i talebani hanno tutto l’interesse a esasperare la loro situazione economica parlando di un’imminente catastrofe umanitaria per ricevere ingenti aiuti.

Un esperto ha sottolineato che i parsi, che non hanno chiuso le loro ambasciate a Kabul – Cina, Pakistan, Russia e Turchia inclusi -, cercheranno di plasmare la politica estera dei talebani.

Un esperto ha sottolineato che la soglia della Cina per il riconoscimento dei talebani sarà notevolmente inferiore a quella delle potenze occidentali, dato che è improbabile che Pechino basi la sua decisione sul probabile approccio talebano verso l’equità sociale, religiosa e di genere.

Lo stesso esperto ha anche sottolineato che la posizione di Mosca sui talebani si baserà solo ed esclusivamente su quali assicurazioni la Russia potrà ottenere dai talebani sulla sua sicurezza. È improbabile che il Cremlino sia preoccupato per l’alleanza dei talebani con i militanti islamisti finché questi gruppi non prenderanno di mira la Russia, ha ricordato l’esperto.

Insomma, la Cina e la Russia assumeranno – e stanno di fatto assumendo – un atteggiamento pragmatico, flessibile ed estraneo a qualsivoglia preclusione di natura ideologica.

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