AGRICOLTURA & CORONAVIRUS/ Prandini (Coldiretti): “A rischio 3,8 milioni di occupati”

- int. Ettore Prandini

L’emergenza coronavirus sta colpendo duramente il settore dell’agroalimentare: il punto della situazione con Ettore Prandini, presidente di Coldiretti.

stop ai ristoranti
Coldiretti, Ettore Prandini (LaPresse)

Italia in recessione, l’emergenza coronavirus sta colpendo duramente molti settori dell’economia e l’agroalimentare risulta tra i più toccati dall’allarme Covid-19. Tra bufale e concorrenza sleale, Coldiretti è in prima linea per difendere il Made in Italy: l’obiettivo, ci ha spiegato il presidente Ettore Prandini, è quello di difendere il territorio e il lavoro. La campagna #iomangiaitaliano si pone l’obiettivo di salvaguardare l’economia del settore, sbugiardando le notizie prive di fondamento e auspicando interventi mirati. «In alcuni Paesi vengono addirittura chieste insensate certificazioni sanitarie e rassicurazioni aggiuntive», ha recentemente denunciato l’associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura, sentiamo l’opinione del presidente Ettore Prandini.

Quanto stanno influendo le fake news sul commercio dei nostri vini e dei prodotti agroalimentari?

Nonostante le più autorevoli rassicurazioni il danno di immagine provocato al nostro Paese è enorme e ci vorrà purtroppo tempo per superarlo. Ci auguriamo per questo un intervento deciso a livello nazionale e comunitario a difesa del nostro Made in Italy e dell’agricoltura italiana che è oggi la più green d’Europa, con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali censiti lungo la Penisola. Grazie anche alla Dieta mediterranea fondata su pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari gli italiani hanno conquistato primati nella longevità con un ruolo importante per la salute che è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della Dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco dal 16 novembre 2010.

La campagna #iomangiaitaliano è un primo passo per combattere la disinformazione e la concorrenza sleale: quali saranno i prossimi passi?

Per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale abbiamo avviato la prima campagna #iomangioitaliano nei mercati, nei ristoranti, negli agriturismi ma anche con il coinvolgimento delle industrie e delle strutture commerciali più virtuose del settore in Italia e all’estero per salvare la reputazione del Made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro e far conoscere i primati della più grande ricchezza, del Paese, quella enogastronomica. Una iniziativa che riguarderà tutti i mezzi di comunicazione a partire dai canali social con il prezioso contributo di importanti testimonials ai quali va il nostro più sentito ringraziamento. Una corretta campagna di informazioni sui nostri prodotti e’ una priorità per ridare fiducia e sostenere i consumi. Ci auguriamo di avere su questo le più ampie convergenze del mondo produttivo ed istituzionale.

Come verrà gestita l’emergenza in Veneto e Lombardia, le zone più colpite dall’allarme Coronavirus?

Come Coldiretti crediamo che serva buon senso e responsabilità sia sul fronte sanitario che su quello economico. Dobbiamo difendere la salute, ma anche l’economia e il lavoro. In gioco c’è queste aree c’è oltre 1/3 del made in Italy agroalimentare che rappresenta la prima ricchezza del paese.

L’emergenza coronavirus ha avuto un forte impatto sul mondo agroalimentare, è già stata effettuata una prima stima dei danni?

I danni sono in continua crescita e sono provocati dal clima recessivo che si è generato e coinvolge molti aspetti, dai consumi ai trasporti fino alla disponibilità di manodopera, che stanno colpendo l’attività delle aziende. Purtroppo alle disdette di ordini e consegne dettate dalla disinformazione si stanno aggiungendo difficoltà nella logistica e nei trasporti, sia sul mercato interno che su quello delle esportazioni. L’emergenza coronavirus sta mettendo a rischio l’intera filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali fino alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. Senza dimenticare gli effetti del crollo del turismo che è sempre stato un elemento di traino del Made in Italy agroalimentare all’estero, amplificato dallo stop forzato alle Fiere che sono un momento importante di promozione.

Quali sono le richieste di Coldiretti alle autorità nazionali per aiutare il mondo agricolo nostrano?

Bisogna garantire liquidità alle imprese agricole per estinguere i debiti bancari attraverso mutui a tasso zero, sostegno ai lavoratori del settore agricolo con la cassa integrazione in deroga, sostegno alle aziende agricole che esercitano attività agrituristiche con la sospensione di tutti i versamenti contributivi, previdenziali, e dei premi per l’assicurazione obbligatoria nonché misure per tutelare il Made in Italy agroalimentare. Ma occorre un deciso intervento anche a livello comunitario dove vanno individuate misure per sostenere i consumi e per difendere la produzione a partire dall’incremento delle risorse destinate alla Politica Agricola Comune nel prossimo bilancio.

(Carmine Massimo Balsamo)







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