Aifa, a breve parere su vaccino a bambini/ “Ipotesi via libera con raccomandazioni”

- Chiara Ferrara

A breve l’Aifa esprimerà il proprio parere sul vaccino contro il Covid-19 ai bambini, dopo che l’Ema ha dato il suo via libera: potrebbe non essere un’approvazione pro forma

Vaccino bambini società italiana pediatria
Vaccino Pfizer ai bambini negli Usa (LaPresse, 2021)

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) esprimerà a breve il proprio parere in merito al vaccino contro il Covid-19 ai bambini: la riunione della Commissione tecnica è prevista mercoledì 1 dicembre. L’approvazione al siero per la fascia di età tra i 5 e gli 11 anni, secondo le indiscrezioni riportate da Luca Sappino, inviato di Tagadà, potrebbe non essere pro forma. Un’ipotesi plausibile, infatti, è che si scelga di dare delle indicazioni ben precise relativamente ai casi in cui è necessario somministrare le dosi. Ad esempio tramite prescrizioni anagrafiche o per caratteristiche.

L’idea, in tal senso, potrebbe essere quella di consigliare il vaccino contro il Covid-19 soltanto ai bambini per cui il rapporto rischio-beneficio è tale da renderlo utile. È il caso, in primis, dei soggetti tra i 5 e gli 11 anni che sono fragili in quanto hanno patologie pregresse oppure dei soggetti che vivono con persone fragili che non hanno potuto sviluppare l’immunità attraverso i sieri a causa di altri problemi.

Aifa, a breve parere su vaccino a bambini: Italia come la Francia?

L’Ema ha già dato il “via libera” al vaccino contro il Covid-19 per i bambini, ma adesso si attende il parere dell’Aifa. Non è da escludere in tal senso che l’Italia possa assumere la medesima posizione della Francia in merito. In quest’ultimo Paese, infatti, si è appunto deciso di fornire delle raccomandazioni sull’utilizzo dei sieri alla categoria tra i 5 e gli 11 anni, specificando le varie categorie di persone per cui la somministrazione si rivela necessaria.

L’Alta Autorità per la Salute in Francia, nel dettaglio, ha comunicato attraverso una nota che raccomanda il vaccino Pfizer/BioNTech ai bambini di 5-11 anni “che rischiano di sviluppare una forma grave della malattia e di morire”, così come “quelli che vivono nell’entourage di persone immunocompromesse o vulnerabili non protette dalla vaccinazione”. Negli altri casi è a discrezione dei genitori se optare o meno per la somministrazione del siero.



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