Al Bano/ “Gaza e l’odio incurabile che mi angoscia. Quando sento i miei amici mi dispero”

- Mirko Bompiani

Guerra in Medio Oriente, Al Bano al Fatto Quotidiano: "Temo che la resa alle bombe sia il destino di questi popoli sfortunati: non credo nella pace"

al bano Albano Carrisi (Foto LaPresse)

La sua foto ingiallita tra i ruderi di Gaza, Al Bano a cuore aperto sul dramma in Medio Oriente. Intervistato dal Fatto Quotidiano, l’amato cantante ha spiegato: “Le cosiddette canzonette narrano le speranze di tanta gente, raccontano la virtù della speranza, la forza tumultuosa della gioia. Oggi è tutto così disastroso, tutto così perduto. Tutto così enormemente grave. Siamo dentro la terza guerra mondiale”. Al Bano ha raccontato di aver visitato tre volte Israele e una volta in Giordania, ma mai a Gaza: “Ho amici sull’uno e sull’altro fronte. Ed è disperante ascoltare le loro riflessioni. Un mio amico ebreo mi dice: ci odiamo così tanto che nasciamo nemici. Fin dalla placenta diventano incompatibili. L’inimicizia ci soffoca ma è come una divisa, ci completa, ci contraddistingue, ci tiene uniti l’un o contro l’altro”.

Le parole di Al Bano

Al Bano ha ammesso di temere che la resa alle bombe, ai mitra e alle rappresaglia sia il destino tremendo di due popoli così sfortunati: “L’odio è stratificato e oramai penso sia inguaribile. Vorrei tanto, ma non credo nella pace. E non mi pare sia aria per uno Stato palestinese”. Secondo il cantante i due popoli faranno guerra fino a quando staranno stretti l’uno all’altro: “Qualcuno dovrebbe sloggiare per riprendere in mano la propria vita, il proprio destino. Ma temo che i palestinesi non avranno affatto voglia di fare le valigie. E li capisco, naturalmente”. Poi una riflessione su un’altra guerra, quella in Ucraina, dove è considerato persona non gradita: “Perché dissi che Putin è il più occidentale tra i russi, e confermo l’impressione. A Mosca mi conoscono bene ma anche altrove”.





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