Alessandra Romano “Suono il violino di una ebrea”/ “Ogni volta sento la sua voce”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il racconto della violinista Alessandra Sonia Romano, che porta ai concerti la sua arte suonando il violino appartenente ad una ragazza ebrea morta

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Alessandra Romano a L'Ora Solare

Alessandra Sonia Romano, violinista di fama internazionale nata a Milano, è stata protagonista nella Giornata della memoria, ieri 27 gennaio 2022, negli studi de L’Ora Solare, programma di Tv2000 condotto da Paola Saluzzi. La musicista meneghina porta in giro nei teatri la propria arte, suonando un violino particolare, uno strumento che apparteneva ad una ragazza ebra morta durante la seconda guerra mondiale, dopo essere stata deportata nel campo di concentramento di Birkenau. “E’ un grande onore per me – racconta Alessandra Sonia Romano – è iniziato per caso, sono andata a fare un concerto a Cremona, al Museo civico, dove questo violino era esposto; fra il pubblico c’era il proprietario che a fine concerto mi ha chiesto se lo volevo provarlo. Il caso ha voluto che io fossi al punto giusto nel momento giusto ,e quel momento era il 2017”. Quindi Alessandra Sonia Romano ha descritto un po’ questo splendido cimelio musicale: “E’ stupendo e bellissimo, è in madre perla, molto raro, con la stella di David, Apparteneva a una ragazza, Eva Maria Levi, detta Cicci, deportata dall’Italia, viveva a Torino, con la famiglia ma è stata catturata a Tradate; lei, il fratello e la mamma deportati a Birkenau, aveva 20/21 anni”. Poi ha continuato: “Quando è stata deportata si è portata con se il violino, è la cosa che farei anche, è la cosa che ami di più… per un certo periodo è stata la sua salvezza visto che la mamma è stata mandata subito ai gas, il fratello in fabbrica, e lei era forse nell’orchestra dei campi e questo significava poter aver qualcosa in più da mangiare o per scaldarsi”.

Purtroppo per Eva Maria, le cose non sono andate nel migliore dei modi: “Ad un certo punto il violino si è rotto, ha uno spacco molto profondo, era stato aperto a metà. Questo finale lo abbiamo scoperto solo un anno fa quando ci ha chiamato una parente. questa signora ci ha telefonato e ci ha raccontato il triste finale: quando gli hanno spaccato il violino l’hanno tolta dalla baracca dei musicisti, l’hanno messo nel bordello, era bellissima, e si è suicidata, si è voluta sottrarre a questa sorte, si è buttata dalla finestra del secondo piano”.

ALESSANDRA SONIA ROMANO: “LEI NON HA POTUTO VIVERE E AVERE LA SUA CARRIERA, IO…”

Alessandra Sonia Romano ha aggiunto: “Non ha potuto vivere, fare la sua carriera, avrebbe potuto avere una carriera e ogni volta che suono questo violino risento la sua voce e ogni mio concerto lo dedico anche a lei perchè la sua carriera non l’ha potuta fare e la fa con me”. Ovviamente suonare questo violino è una forte emozione: “E’ completamente diverso suonare questo violino, non posso non pensare che è stato la voce di quella ragazza che ha passato tutto quello che ha passato, che ha suonato in questi campi in condizioni atroci, quindi rifaccio vivere quella storia”.

Poi ha concluso: “Il violino è stato riscoperto nel 2014 e immediatamente il proprietario ha scritto un libro dove immaginava che il violino fosse l’ultimo testimone, fosse lui a raccontarci la storia. E’ un violino di pace, non dobbiamo mai dimenticarci di non ricordare questa storia, a me piace portarla nelle scuole, mi piace parlare con i ragazzi, educarli, sento che ce ne è bisogno”.





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