Alex Britti/ “Diventare papà di mio figlio Edoardo mi ha cambiato la vita”

- Alessandro Nidi

Alex Britti ha raccontato l’emozione della paternità, legata alla nascita di suo figlio Edoardo, e il suo rapporto viscerale con la chitarra

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Alex Britti (S'è fatta notte, 2021)

Alex Britti, cantautore e chitarrista, è intervenuto nel corso dell’ultima puntata di “S’è fatta notte”, la trasmissione di Rai Uno condotta da Maurizio Costanzo. L’artista è divenuto papà a 50 anni di suo figlio Edoardo e ha raccontato al pubblico televisivo di avere provato un’intensa emozione: “La paternità è un qualcosa che cambia la vita e che dona una proiezione di te stesso completamente diversa. A me personalmente sono tornati alla memoria tanti momenti della mia infanzia trascorsi con mio padre”.

Interpellato poi sul suo rapporto con lo strumento musicale da lui prediletto, la chitarra, Britti non ha esitato a esternare le proprie sensazioni: “Per me la chitarra è un familiare, quando la vivi in modo viscerale come capita a me non puoi farne a meno, anche solo per suonicchiare la mattina con il caffè. Si tratta di un rapporto molto profondo, difficile da descrivere: non è solo essere chitarrista, ma è anche qualcos’altro. La chitarra mi ha fatto uscire dal Raccordo Anulare, poi dall’Italia”. Ma quante chitarre possiede Britti: “Una settantina, le suono tutte. La maggior parte è a casa, altre si trovano in magazzino o in altri studi in cui lavoro”.

ALEX BRITTI: “SE NON AVESSI FATTO IL CANTAUTORE, SAREI DIVENTATO…”

A “S’è fatta notte”, ancora in riferimento alla sua adorazione nei confronti della chitarra, Alex Britti ha rivelato che, a suo giudizio, contrariamente a quanto accade all’essere umano, la chitarra continua a maturare, non invecchia: “Io ho alcune chitarre antiche, che però non sono invecchiate, suonano meglio di quando erano nuove. A livello estetico hanno magari qualche scalfitura, ma rispondono perfettamente quando ce le hai in mano. L’oggetto in sé può anche cambiare, ma il rapporto con esso non muta. La prima bella chitarra che ho avuto si chiamava Martina, ce l’ho ancora. Poi ho la Bionda, di color oro, la Rossa… E tante altre con dei nomignoli”.

Se Alex Britti non fosse diventato cantautore, avrebbe comunque cercato un’occupazione all’interno del mondo della musica: “Magari avrei fatto il chitarrista, l’arrangiatore o il produttore. Metto passione anche nelle piccole cose, pur non rendendomene conto. Lo faccio spontaneamente, mi piace vivere le cose in modo forte”.

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