ALITALIA/ I limiti del piano ITA a cui si può ancora rimediare

- Alessandro Giustolisi

Bisogna approfittare del momento determinato dal post-Covid ed entrare nel mercato con una compagnia intercontinentale

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Un aereo Alitalia, Lapresse

Negli ultimi giorni sono emerse novità su Alitalia e ITA: l’ormai chiaro mancato accordo con i lavoratori; il bando per il brand con un minimo di 290 milioni di euro; le frasi arroganti del Ceo di Ryanair su Alitalia; l’offerta di WizzAir a Easyjet e la silenziosa entrata di tanti vettori stranieri nel richiedere rotte dai vari aeroporti italiani. Tutte queste novità dovrebbero far pensare molto specialmente il Governo, per chiedersi se veramente è corretto quello che si sta facendo con Alitalia e ITA. Sarebbe meglio sentire le altre opinioni di qualche comune mortale come me o altri, che potremmo forse far rivivere una bella compagnia che solca i cieli del mondo allo stesso livello di altre linee europee storiche. Ricordo che tra i Paesi più grandi e fondatori dell’Ue l’Italia sarebbe l’unico e il primo a perdere la sua compagnia di bandiera storica. Solo il Belgio perse la Sabena, mentre Tap, Iberia, Air France, Klm, Lufthansa, S.A.S, British Airways e Aer Lingus esistono ancora. Analizziamo ora le varie novità degli ultimi giorni.

1) La lotta con i lavoratori dimostra quanto la scelta del Governo e dei suoi analisti di non ascoltare altre opinioni abbia fallito, perché ITA essendo nuova non deve rilevare Alitalia inclusi i suoi lavoratori. Visti i diktat dell’Ue, che vanno contro tutte le compagnie più deboli d’Europa anziché aiutarle, ITA non deve prendere nemmeno una parte dei lavoratori di Alitalia o dei suoi terzerizzati per il semplice fatto che è molto più piccola di Alitalia. Quindi chi sarà ripreso o accetta le nuove regole o resterà fuori. Da anni leggo vari articoli con proposte e analisi credo molto costruttive da vari autori e tecnici e addirittura ex Ceo di linee aeree, includendo le mie proposte, per non chiudere Alitalia o almeno per rifare una compagnia migliore e tutti i Governi sono stati sordi: questo scempio si poteva evitare.

2) L’offerta del brand a 290 milioni, ritenuta dagli stessi vertici di ITA troppo alta, dimostra che i giochi continuano e si sta rischiando molto, perché dobbiamo ricordarci che oggi ci sono molti milionari stranieri anche con curricula dubbi, ma con aziende pulitissime che potrebbero comprarsi il brand senza nessun problema e noi aver fatto un’operazione che io considererei non patriota. Forse qualcuno potrebbe vederla come un tradimento ai simboli nazionali, perché Alitalia per noi italiani è un simbolo quasi considerato come nazionale. Si doveva quindi evitare questo passaggio e trovare una formula per farlo restare in mani italiane e le possibilità ci sono e per motivi di indipendenza strategica nazionale. Noi abbiamo isole con svantaggi di isolamento e ci vuole una compagnia di bandiera. Il Covid ha dimostrato come con la crisi e la non convenienza a volare, tutti sono scappati, mentre Alitalia ha continuato a operare con i suoi voli.

3) L’offesa di O’Leary, Ceo di Ryanair, è l’ennesima dimostrazione dell’arroganza con cui si guarda nell’Europa centrale e settentrionale all’Italia e alle nostre imprese, e ci deve portare a capire che se questo signore ha tante basi in Italia (che di certo non potrebbe avere nella piccola Irlanda) è anche grazie al fatto che in Irlanda si pagano meno tasse, cosa assurda in seno all’Ue. Dunque potremmo pure pensare che il nostro Governo potrebbe cambiare le tassazioni per le compagnie aeree e una compagnia italiana potrebbe fare cose simili a quelle di Ryanair o persino migliori. Quindi, per esempio, io non mi alleerei mai con compagnie che competono direttamente con noi, tipo British Airways, Aer Lingus, Air France, Iberia, Klm, Lufthansa, ma con altre che possono essere complementari. Non escluderei la possibilità di creare compagnie satelliti fuori dall’Ue, dove hanno bisogno di avere un vettore: i loro aeroporti potrebbero essere strategici per diminuire i costi, usandoli come punti di smistamento e coincidenze.

4) La volontà di WizzAir di prendersi Easyjet e le varie richieste di compagnie straniere per nuove rotte o basi in Italia risponde al trend che ci sarà d’ora in poi: le compagnie più sane e con solidità finanziaria cercheranno di comprarsi le più deboli o di prendersi le rotte lasciate libere da/per l’Italia. Questo dovrebbe portarci a spendere bene i soldi pubblici per una compagnia che può funzionare e non su una come ITA. Il Governo italiano, con un piano credibile, può trovare dei privati anche stranieri con quote più piccole come fece David Neeleman con la Tap. Bisogna approfittare del momento ed entrare nel mercato con una compagnia intercontinentale. Ora c’è molto spazio, ma tra poco se lo prenderanno altre compagnie, forse proprio WizzAir.

Ribadisco che è possibile un piano alternativo per ricreare una compagnia grande che possa riprendere il mercato attuale e nuovo potenziale e di conseguenza assorbire tutti i lavoratori di Alitalia e creare magari nuovi posti. Spero di essere ascoltato e magari interpellato.

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