ALITALIA/ La condizione per accettare un “rientro” di Air France

- Guido Gazzoli

Si continua a cercare una soluzione per Alitalia. E si è tornati a parlare di un interesse di Air France per la compagnia italiana

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Una delle caratteristiche del Movimento delle Sardine è quella di pretendere, giustamente, dalla classe politica del nostro Paese due concetti basici: l’etica e la morale, che attraverso l’esercizio delle sue funzioni dovrebbero essere presenti nel suo DNA. Ma in questa spontaneità, dovuta alla disperazione che ormai assale non solo le generazioni più giovani ma un Paese intero, c’è una sostanziale ingenuità che spesso in altre nazioni è stato il carburante di situazioni poco piacevoli. Perché l’etica e la morale, se non accompagnate da una cultura profonda, rimangono poi esercizi che non portano da nessuna parte e purtroppo la quotidianità ci porta sempre esempi di ciò. Un Paese che si basa su machiavellismi politici fini a se stessi alla fine fa la stessa fine del Machiavelli, che nella sua vita, nonostante abbia scritto “Il Principe” (insuperabile saggio di alchimia politica) si trovò sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato, tanto da costringersi a emigrare in collina per evitare guai, tra bevute di Chianti e partite a tresette con gli amici.

Ecco, qui siamo arrivati a un distacco tale della politica con la gente da arrivare alla disperazione, tutta italiana, dell’ennesima ricerca dell'”Uomo della Provvidenza”. Oddio, per la terza volta dopo che gli esperimenti di Berlusconi e Renzi hanno provocato solo disastri, tra i quali molti comuni tipo quello, ormai da cronache freudiane più che economiche, della nostra cara benamata Alitalia. I Capitani coraggiosi e l’Etihad che l’avrebbe fatta volare alto sono ormai quasi dei classici della comicità nazionale, non fosse altro che poi si sono rivelati fiumi di denaro (nostri) buttati dalla finestra e hanno causato file di licenziamenti che alla fine hanno solo peggiorato la situazione.

Ma sarà un caso se l’ultima Alitalia a funzionare è stata, nel 1998, quella di Cempella come AD e Fausto Cereti come Presidente, ergo composta da uno che in Alitalia ci era entrato con i calzoni corti e un ingegnere aeronautico? Che stavano per trasformarla, nella sua fusione con Klm, nella più grande compagnia europea, salvo che poi i classici machiavellismi di una politica senza cervello già figlia del vuoto post Mani Pulite e che non ha mai avuto la parola sistema Paese nel suo vocabolario, con la complicità di una Ue che già approfittava di questo festival dell’ignoranza, hanno distrutto tutto. Scusatemi se ripeto per l’ennesima volta questo, ma coltivo sempre la speranza che si accenda qualche luce.

Come volevasi dimostrare, il valzer catastrofico di chi sostanzialmente ora non sa dove mettere le mani, continua, dopo quello tedesco, con accento francese. Ora si dice che.. Air France blablabla… ha proposto una partnership con Alitalia, in grado di accompagnarla verso la salvezza, ciò escluderebbe i tedeschi, miranti a farne un’ancella con esuberi a gogò e in un primo tempo favoriti da un esponente 5 stelle, forse messi alla porta come pure chi li spingeva.

La cura Arrigo sembrerebbe in grado di essere messa all’opera, ma lo abbiamo ripetuto talmente tante di quelle volte, spinti anche da informazioni di personaggi coinvolti che, pur seri, alla fine non sanno più che dire, che rimaniamo con la speranza che ciò possa accadere e che l’aggancio con i francesi, di vecchissima data, possa poi risolversi in una fattiva collaborazione di una Alitalia finalmente tornata nel mare della tranquillità, dopo aver attraversato quello delle tempeste dovute alla scelleratezza politica. Che, speriamo ancora una volta, possa tornare a usare la volontà di costruire una nazione capace di poter tornare ad avere la parola nell’arco di una terza rivoluzione industriale alla quale, per ora, non è preparata, sacrificandosi a giochi di potere che pure il povero Machiavelli, resuscitando, disapproverebbe. 



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