Allarme terrorismo per mercatini di Natale/ Italia, Francia e Germania aumentano controlli

- Carmine Massimo Balsamo

Allerta altissima dopo l’attentato di sabato a Parigi. Il pericolo terrorismo preoccupa, massima attenzione contro l’estremismo islamico

terrorismo Mercatini di Natale

L’attentato registrato nella serata di sabato a Parigi – dove un turista tedesco è stato ucciso a coltellate da un islamico al grado di Allah Akbar – ha fatto ripiombare l’Europa nell’incubo terrorismo. Germania e Francia hanno aumentato i controlli, così come l’Italia: il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato il rafforzamento di monitoraggio in piazze e stazioni. Un occhio di riguardo per i mercatini di Natale.

Come riportato dal Messaggero, i mercatini di Natale diventano sorvegliati speciali. Le misure per prevenire altri attentati verranno analizzate nel corso dei colloqui tra ministri degli Interni dell’Unione europea martedì a Bruxelles. Il Consiglio Affari interni dell’Ue è stato convocato dai ministri dei ventisette Paesi membri per fare il punto sulle implicazioni della situazione in Medio Oriente e sono attesi aggiornamenti da parte del presidente del gruppo antiterrorismo.

Allarme terrorismo, aumento dei controlli in Italia

Come evidenziare dal quotidiano capitolino, per scongiurare il rischio di violenze e atti di terrorismo il Viminale ha studiato un piano ad hoc. “Confidiamo sul nostro sistema tradizionale di prevenzione, però l’attenzione deve rimanere alta”, le parole di Piantedosi. L’attenzione deve restare alta, ha ammonito il ministro dell’Interno, che ha posto l’attenzione su quella che è a tutti gli effetti una minaccia insidiosa perché non sempre compiutamente intercettabile. Il primo provvedimento adottato riguarda l’innalzamento del livello di allerta su tutti i potenziali obiettiva: 28 mila target in tutto. La principale preoccupazione riguarda i lupi solitari, ossia i soggetti che si radicalizzano e decidono di agire pur senza legami con cellule terroristiche organizzate. Riflettori accesi sulle carceri, dove gli episodi di radicalizzazione sono più frequenti.





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