Amadeus: “Chi condurrà Sanremo 2025? Serve la benedizione di Pippo Baudo”/ “Ecco perchè ho lasciato…”

- Valerio Beck

Amadeus - ospite nel podcast BSMT di Gianluca Gazzoli - è tornato a parlare del toto-conduttore per il Festival di Sanremo 2025.

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Festival di Sanremo 2025, il pensiero di Amadeus sul suo successore alla conduzione

Siamo ormai ad un mese dalla conclusione del Festival di Sanremo 2024 e con poche certezze i pensieri sono già rivolti a quello che sarà lo spettacolo della kermesse per la prossima edizione. Chiaramente, l’interrogativo più frequente riguarda il posto vacante lasciato da Amadeus dopo 5 anni al timone sul palco dell’Ariston. Proprio il conduttore – intervistato nel podcast BSMT di Gianluca Gazzoli – ha dato il suo punto di vista rispetto a chi prenderà il suo posto a Sanremo 2025.

“Non so chi potrebbe farlo, l’importante che questo qualcuno abbia la benedizione di Pippo Baudo”, risponde così Amadeus incalzato nel podcast sul possibile conduttore di Sanremo 2025. L’attenzione si è poi spostata sulla necessità di fermarsi dopo ben 5 anni alla conduzione della kermesse. “Ritenevo al di là degli ascolti che dopo cinque anni fosse giusto fermarsi. Se no fai una cosa e la fai a loop; non è che ogni anno hai sempre delle idee per trovare una novità per Sanremo”.

Amadeus e il doppio ruolo conduttore-direttore artistico: “Sono due ruoli talmente uguali che…”

Amadeus ha dunque spiegato a Gianluca Gazzoli – nell’intervista al podcast BSMT – di aver ben ponderato la scelta di lasciare la conduzione del Festival di Sanremo, soprattutto per ovviare al rischio di ripetersi ma senza le idee innovative che lo hanno accompagnato nelle precedenti edizioni. “Per cinque eventi è andata molto bene, poi c’è sempre un momento per cui ti devi fermare un attimo prima. La decisione l’ho presa al termine dello scorso Festival, ma senza alcun motivo in particolare…”.

Amadeus – come riporta Il Fatto Quotidiano – sempre nel podcast BSMT ha anche argomentato a proposito della figura del direttore artistico, separata dal conduttore. “Penso che ogni direttore artistico debba fare il proprio Festival e lo debba fare a propria immagine e somiglianza… Il lavoro del direttore artistico è talmente uguale a quello del conduttore tv che dici: ‘Tanto vale che ci vado io a fare la parte più divertente e meno stressante, ossia condurre il Festival’”.





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