AMEDEO MINGHI/ Vattene amore al Senato, è polemica: “Ma perché?”

- Carmine Massimo Balsamo

Amedeo Minghi parla dell’esibizione al Senato sulle note di Vattene amore. Ospite di Live – Non è la D’Urso, il cantante rivela di non aver del tutto capito…

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Amedeo Minghi e Barbara D'Urso (Live – Non è la D’Urso)

Amedeo Minghi, ospite di Live Non è la d’Urso, parla della recente performance in Senato. La sua esibizione, infatti, ha scatenato la reazione della rete, che ha giudicato il tutto particolarmente inappropriato. “Che cosa è successo? Non lo so”, dice un esterrefatto Amedeo Minghi nel salotto di Barbara D’Urso. “Sono qui da te per capirlo. In realtà son stato invitato a questo vento molto importante, dove c’erano tanti artisti, come è successo da febbraio e continuerà ancora, ogni primo sabato del mese. Hanno cantato anche altri cantanti”. Amedeo Minghi svela inoltre che, quella che tutti hanno avuto la possibilità di ascoltare con il video, che negli ultimi giorni è diventato virale in rete, non è l’unico brano con il quale si è esibito: “Trottolino Amoroso fa parte della mia scaletta, del mio repertorio, ho cantato 1950, Vattene amore e la vita mia”. Netto il parere di Irene Pivetti: “si è deciso, da un certo momento in avanti, di aprire l’aula agli eventi esterni”, mentre alba Parietti risponde con un pizzico di ironia: “per le quote rosa ci voleva anche Mietta”. (Agg. di Fabiola Iuliano)

AMEDEO MINGHI: POLEMICA SUL WEB

Amedeo Minghi tra i grandi protagonisti della puntata di Live – Non è la D’Urso in programma questa sera, lunedì 9 dicembre 2019. Il cantante, insieme all’ex parlamentare di Forza Italia Antonio Razzi, sarà al centro del dibattito sulla fusione tra politica e show: negli scorsi giorni si è parlato molto, con tanto di dibattito sui social network, dell’esibizione di Minghi in Senato con la sua celebre “Vattene amore”, cantata insieme a Mietta al Festival di Sanremo 1990. In occasione dell’apertura al pubblico mensile dell’aula, l’artista capitolino ha intonato il ritornello della canzone ed ha emozionato i presenti: tra le più coinvolte sicuramente la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Non sono mancate le polemiche sul web: c’è chi ha accusato le istituzioni di essere “ridicole”, chi ha gridato alla “vergogna” e chi si è chiesto cosa ci facesse Minghi in Parlamento, come se fosse l’arena per un concerto.

AMEDEO MINGHI: “VATTENE AMORE” IN SENATO

Come dicevamo, non sono mancate le polemiche ma non era di certo la prima volta che si verificava un episodio del genere. L’evento Senato e Cultura – Premi al volontariato 2019 è stato organizzato dalla presidente Alberti Casellati e vi hanno preso parte numerosi volti noti del mondo dello spettacolo: Geppi Cucciari, Eleonora Buratto, Manuel Bortuzzo e Tiziana Di Masi, senza dimenticare Lorella Cuccarini e Maria De Filippi. Amedeo Minghi è finito nel vortice della discussione esente da colpe, un putiferio social scoppiato improvvisamente e senza un valido motivo. Appena tre mesi fa, precisamente a settembre, ad esibirsi al Senato era stato un altro cantante di prestigio del panorama nostrano: parliamo di Massimo Ranieri, presente in Parlamento in occasione di una giornata dedicata alla cultura e alla canzone napoletana.

AMEDEO MINGHI E LA FEDE GIALLOROSSA

La musica ma non solo: un’altra grande passione di Amedeo Minghi è il calcio e in particolare la Roma. Il cantante è un grande tifoso della squadra della sua città e spesso ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’andamento della compagine giallorossa. Recentemente, ai microfoni de L’Arena, Minghi ha ricordato uno dei momenti più belli della sua esperienza da supporter: «Ricordo lo scudetto dell’83. Mi ritrovai al Testaccio, uno dei quartieri popolari della mia città. Tutto era stato dipinto di giallo e di rosso. Pareva di essere finiti dentro ad un quadro». Questo, invece, il suo più grande sogno legato al calcio: «Giocarmi la finale Mondiale dell’82 al Bernabeu. Io vicino a Bruno Conti, un mito. Proprio come Totti. Da difensore. Sia inteso: non ho mai praticato l’arte del calcio. Ma nella difesa vedo qualcosa di nobile. Proprio durante il periodo mundial ho scritto il brano 1950 “anno tondo come il pallone che tiro diretto e che bell’effetto al mio cuore”».

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