ANDREA CAMILLERI, COME STA? NON È MORTO/ Ultimo bollettino: “Il prossimo sarà…”

- Carmine Massimo Balsamo

Come sta Andrea Camilleri? Lo scrittore non è morto, versa in condizioni critiche all’Ospedale Santo Spirito di Roma: le ultime notizie, nuovo bollettino

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri (LaPresse)

Rimangono stabili nella loro criticità le condizioni di salute di Andrea Camilleri, lo scrittore siciliano ricoverato da lunedì presso l’ospedale Spirito Santo di Roma in seguito ad un arresto cardiaco che ne sta mettendo a dura prova la resistenza. L’ultimo bollettino è stato diramato oggi, venerdì 21 giugno, alle ore 12. I medici hanno definito le condizioni del paziente stazionarie ma “critiche”. Dunque rispetto al quadro clinico diramato ieri non è cambiato ieri per il papà di Montalbano, che continua a lottare per la vita. La sola novità riguarda gli aggiornamenti, che non dovrebbero essere così puntuali come lo sono stati invece in questi primi giorni. I medici hanno infatti annunciato che date le condizioni stabili, per quanto critiche, un nuovo bollettino verrà diramato “solo per variazioni significative”. (agg. di Dario D’Angelo)

IL BOLLETTINO DI IERI, 20 GIUGNO

«Le condizioni odierne dello scrittore Andrea Camilleri continuano a rimanere stazionarie ma critiche», con queste poche parole e purtroppo non ricche di novità, l’ospedale Santo Spirito di Roma – ASL Roma 1 – alle ore 12 si è saputo l’ultimissimo aggiornamento sulle condizioni di Andrea Camilleri. Il prossimo bollettino medico sarà diramato dall’ufficio stampa della ASL Roma 1 alle ore 12 domani 21 giugno 2019: rispetto al bollettino di due giorni fa, l’ultimo annunciato in diretta dal responsabile Dottor Ricci, non vi sono purtroppo significative variazioni e anche quella “fibra forte” non viene più fatto riferimento. Camilleri ormai 4 giorni fa ha avuto un «brusco abbassamento della pressione che ha portato poi a un arresto cardiocircolatorio»: il decorso clinico è condizionato, fino a questo momento, «dai parametri clinici e strumentali che sono in costante rilevazione». (agg. di Niccolò Magnani)

ATTESA PER NUOVO BOLLETTINO

Come sta Andrea Camilleri? Lo scrittore siciliano è stato colpito lunedì 17 giugno 2019 da un infarto: non è morto, ma le sue condizioni di salute sono state definite critiche. Lo staff dell’ospedale Santo Spirito di Roma nell’ultimo bollettino ha sottolineato che prosegue il monitoraggio e il supporto intensivo delle funzioni vitali, con il 93enne che venti giorni fa si era rotto il femore cadendo in casa. «Questa situazione potrebbe durare a lungo, non possiamo prevedere esattamente», così si è espresso nelle scorse ore Roberto Ricci, direttore del reparto di cardiologia dell’ospedale Santo Spirito, con amici e fan che si sono stretti attorno alla famiglia in questo momento delicato per il “papà” de Il Commissario Montalbano. L’autore, che si stava preparando a tornare in scena nella sua prima volta alle antiche Terme di Caracalla il 25 luglio, sta lottando tra la vita e la morte e darà battaglia: anche i medici hanno sottolineato che il «paziente è forte».

ANDREA CAMILLERI, VITTORIO FELTRI NELLA BUFERA

Dopo gli insulti choc registrati sui social, a scatenare il caos è stato Vittorio Feltri. Il direttore Libero ha elogiato lo scrittore, ma non ha speso propriamente parole al miele per Il commissario Montalbano: «[…] L’arte non ha bandiere, e quella di Camilleri va riconosciuta per quello che è: mirabile. Non tutta, ma quasi. Oggi, di fronte alla probabilmente prossima fine, riconosciamo allo scrittore ogni merito tecnico e a lui ci inchiniamo. L’unica consolazione per la sua eventuale dipartita è che finalmente non vedremo più in televisione Montalbano, un terrone che ci ha rotto i coglioni almeno quanto suo fratello Zingaretti, segretario del Partito Democratico, il peggiore del mondo». Rabbia Pd, ecco l’attacco di Emanuele Fiano: «L’editoriale su Camilleri è una barbarie. Le sue parole rivelano un’assoluta mancanza di rispetto e di umanità e sono del tutto inaccettabili». Queste, invece, le parole del grillino Nicola Morra: «Camilleri mi diventa simpatico a prescindere: mi sento orgogliosamente terrone, orgogliosamente rompicoglioni».

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