Andrea Riccardi, chi è candidato Presidente della Repubblica/ Fondatore S. Egidio piace a Pd-M5s

- Niccolò Magnani

Chi è Andrea Riccardi, candidato di “bandiera” del Centrosinistra a Presidente della Repubblica: fondatore di Sant’Egidio, piace a Pd e M5s per il Quirinale

Andrea Riccardi con Mattarella
Quirinale, Andrea Riccardi e Sergio Mattarella (LaPresse)

ELEZIONI QUIRINALE, CHI È ANDREA RICCARDI: IL CANDIDATO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER PD E M5S

Da tranquillo docente prossimo alla pensione a candidato (forse di bandiera) del Centrosinistra per il Presidente della Repubblica: stiamo parlando di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio e “nome nuovo” nella rosa e nei toto-nomi per le Elezioni Quirinale 2022 al via oggi pomeriggio.

Ieri sera è giunta la “candidatura” ufficiale dal segretario del Pd Enrico Letta, anticipato di qualche ora dai “rumors” lanciati dal M5s di Giuseppe Conte: «Il mio profilo ideale è Andrea Riccardi, per quello che rappresenta, per ciò che fa, per esperienza istituzionale. È l’unico italiano che ha ottenuto il Premio Carlo Magno, maggiore riconoscimento europeo», ha dichiarato l’ex Premier Dem, ribadendo come «Con i 5 Stelle e LeU possiamo essere incisivi. È un rapporto positivo, costruttivo, che proseguirà in questi giorni. Insieme, oggi abbiamo deciso e comunicato un impegno a parlare con tutte le forze politiche. Un percorso per arrivare martedì o mercoledì a un nome condiviso da tutto». Da par suo, Conte ha sottolineato che il nome di Andrea Riccardi «risponde sicuramente a quelle caratteristiche che sto descrivendo, però non abbiamo parlato di candidati». Chi non ritiene Andrea Riccardi possibile nuovo Presidente della Repubblica, non per meriti ma opportunità politiche, è il leader di Italia Viva Matteo Renzi: ieri a “Mezz’ora in più” lo ha detto chiaramente, «Andrea Riccardi è una persona straordinaria, gli voglio molto bene, ha fatto benissimo il ministro, ma credo che non abbia nessuna possibilità di essere eletto. Il M5s lo vuole come candidato di bandiera, per stare sui giornali. Ma questo non è Sanremo, non si vince il premio della giuria».

CHI È ANDREA RICCARDI: DA SANT’EGIDIO A MINISTRO…

In attesa di capire se resterà effettivamente il “candidato di bandiera” del Centrosinistra in attesa che la vera rosa dei nomi “condivisi” possa essere presentata alla Camera dalla quarta votazione in poi (dove il quorum per il Quirinale si abbassa a 505 voti previsti), Andrea Riccardi rappresenta di certo uno dei nomi meno “conosciuti” a livello politico rispetto agli altri candidati veri o presunti tali emersi finora.

Docente di Storia contemporanea e studioso della Chiesa cattolica, Andrea Riccardi è noto soprattutto per aver fondato la Comunità di Sant’Egidio a Roma, diffusa oggi in più di 70 Paesi: opera in molti settori, dall’aiuto ai poveri, agli anziani, ai senzatetto, ai profughi e agli immigrati, ma si prefigge la “cooperazione per la pace” con notevoli mediazioni diplomatiche che continuano a svolgersi ancora oggi dopo quella lontana prima volta il 7 febbraio 1968 (quando il 18enne Andrea Riccardi si riuniva per la prima volta nell’oratorio della Chiesa Nuova, a Roma con alcuni altri liceali, mettendo le basi di quella che sarebbe diventata la Comunità di Sant’Egidio). Andrea Riccardi è stato mediatore per la pace in Mozambico (siglata a Roma il 4 ottobre 1992) è un cattolico di area democratica sulla scia di quello “Spirito di Assisi” che contraddistingue la sua militanza civile e politica da trent’anni a questa parte.

Andrea Riccardi è stato scelto come Ministro per la Cooperazione nel Governo Monti, dal 16 novembre 2011 fino al 28 aprile 2013: dal 22 marzo 2015, inoltre, è Presidente della Società Dante Alighieri. Carlo Azeglio Ciampi, nel 2003, lo nomina Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana «su iniziativa del Presidente della Repubblica».

La sua conversione al cattolicesimo arriva, con convinzione, negli anni cruciali delle contestazioni nel 1968: parlando di quel periodo, Andrea Riccardi ricorda «Io avevo soprattutto l’idea che il mondo dovesse cambiare, che fosse necessario interrogarsi sul modo di cambiarlo, che bisognasse inventare il futuro, cambiare le regole del gioco. Il discorso del 1968 era soprattutto questo. Allora ho preso coscienza di un cambiamento in atto, qui in Italia, in Francia, in America. C’era qualcosa che mi interessava, che mi inquietava. Infatti, è in mezzo a questa crisi generazionale che c’è stata la scoperta del Vangelo, una scoperta che ha fatto nascere in me un senso critico nei confronti delle ideologie e dei sistemi ideologici in genere. Ecco cosa è stato il Sessantotto – soprattutto per me. Pensavo che bisognasse cambiare l’uomo. In questo senso cominciai a leggere con insistenza il Vangelo, e poi la Bibbia».







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