Angelo Branduardi/ “De André raccontò via del Campo dall’alto, io ci vivevo”

- Marta Duò

Angelo Branduardi commenta il passato e il presente della musica e della sua vita: "Sanremo per me è come l'inferno". E svela un suo grande sogno per il futuro

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Angelo Branduardi si racconta tra nostalgia per il passato e ironia per il presente, affrontando anche il delicato argomento della depressione. “Mi ha convinto a parlarne Elisabetta Sgarbi perché poteva essere utile agli altri. È qualcosa di terrificante e sempre più diffuso, in particolare dopo la pandemia, anche tra i bambini. Non ci sono volontà o fede che tengano. Se ne può uscire ma bisogna trovare un medico bravo” confessa nell’intervista rilasciata a Libero Quotidiano.

De André era molto ricco e dal suo punto di vista, a un’altra altezza, ha raccontato la storia di una prostituta di via del Campo, tirando fuori un pezzo bellissimo – ricorda Angelo Branduardi – Io invece a pochi metri da via del Campo, in via della Maddalena, ci vivevo proprio e ogni giorno da lì vedevo da vicino questo mondo strano, particolare”. E proprio parlando da cantautore della sua Genova sottolinea che “la scuola di Genova è venuta prima di me. E mi piace, come pure quella romana. Io, però, non ho creato né aderito ad alcuna scuola. Vengo dagli studi classici e nessuno mi ha mai imitato. Sono un caso a sé. Vivo in un angolo separato”. Ricordando che fin dalla sua infanzia “il violino è stata la mia vita. Ho iniziato a 5 anni. È stato bello iniziare così piccolo ma ha comportato anche fattori negativi. Iniziando così presto si perdono un po’ la fanciullezza, l’adolescenza, non si può giocare a pallone o a tennis per stare attenti alle mani e alle braccia”.

Angelo Branduardi “San Francesco fu primo poeta. In futuro sogno di dirigere una grande orchestra”

Angelo Branduardi, nell’intervista pubblicata da Libero, parla del Festival di Sanremo ammettendo che “per me e molti della mia generazione era come l’inferno. A molti è servito. Ha lanciato artisti come Zucchero, Vasco Rossi. Io non riuscirei mai. È più forte di me. Il perché non so dirglielo…”. Il cantautore commenta anche il primo decennale del pontificato di Papa Francesco affermando che “se lui ha assunto il nome di Francesco per primo è perché ovviamente tende a dare un senso francescano al suo pontificato. Ma San Francesco è vissuto 800 anni fa. Non si può fare un paragone. È tutto troppo lontano e diverso. Quello che va detto, però, e che nessuno dice mai, a parte alcuni studiosi, è che Francesco d’Assisi è stato il primo poeta della nascente letteratura italiana col Cantico di Frate Sole. Senza di lui non ci sarebbe stato nemmeno Dante. Su questo io insisto molto. Lo stesso vale per i Fioretti, un capolavoro letterario naif ma di altissimo livello”.

E per il futuro Angelo Branduardi sogna di “scrivere una messa da requiem come quella di Mozart ma non succederà mai o dirigere una grande orchestra ma non ho studiato. Come dico spesso: ho fatto del mio peggio”.





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