ANNA PAVIGNANO, COMPAGNA MASSIMO TROISI/ “La svedese, film che non riuscì a girare”

- Fabiola Iuliano

Anna Pavignano, compagna di Massimo Troisi nella vita e sul set: il ricordo dell’attore e regista scomparso e i loro primi anni insieme.

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Anna Pavignano (Un poeta per amico, omaggio a Massimo Troisi, Rai 1)

Anna Pavignano, la sceneggiatrice ed ex compagna di Massimo Troisi sul film mai realizzato dall’artista scomparso esattamente 25 anni fa: parliamo de La svedese, un lungometraggio sull’amore al femminile che avrebbe dovuto dirigere il partenopeo, scomparso prematuramente. Intervistata da Repubblica, la scrittrice ha spiegato: «Troisi mi chiese se avessi una storia che parlasse del modo di amare delle donne. Una storia su un certo modo di abbandonarsi alla passione, al dolore, all’irrazionale. Gli piacque l’idea, finii di scriverla mentre girava Il postino». Una sceneggiatura che è stata trasformata in un romanzo: «Cosa c’è di Troisi nel Milo del romanzo? Lui sarebbe stato il produttore e il regista del film. È un personaggio in cui c’è qualche pezzo di lui, certo, così come in Pensavo fosse amore… Un Troisi che già non era più il timido di Ricomincio da tre, anche perché nella vita era diventato più sicuro, meno impacciato, non più il ragazzo che si domandava come parlare alle donne. Il successo non lo aveva cambiato ma era diventato uno splendido quarantenne consapevole. Non stavamo più insieme: faceva meno tenerezza ma era più seducente». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

Anna Pavignano, l’ex compagna di Massimo Troisi

Anna Pavignano non ha mai dimenticato Massimo Troisi, l’attore e regista scomparso il 4 giugno di 25 anni fa. Compagni nella vita e sul set – la Pavignano ha sceneggiato tutti i film di Troisi – si sono conosciuti nel 1977 durante le registrazioni di Non Stop. “Ero molto giovane – ha ricordato la scrittrice e sceneggiatrice in un’intervista concessa a Maura Corrado per Fanpage.it – per lui ho cambiato facoltà universitaria e ho abbandonato i progetti che avevo all’epoca per dedicarmi alla scrittura cinematografica. E’ stato senza dubbio – ha aggiunto la Pavignano – uno degli eventi determinanti della mia vita”. Il suo incontro con Troisi, ha spiegato la Pavignano, è stato quello che può definirsi “un cambiamento”: “eravamo così giovani e ancora la nostra vita non aveva preso una strada precisa – ha ammesso la sceneggiatrice – è stata la prima strada precisa che ho incontrato ed era una strada bella larga, impegnativa”.

Anna Pavignano compagna di Massimo Troisi: “Ho iniziato a scrivere per il cinema insieme a lui”

La sua straordinaria avventura cinematografica al fianco di Massimo Troisi, ha spiegato Anna Pavignano, “è stata una condivisione di percorso di vita e poi anche per il lavoro”. La sceneggiatrice, nel corso di un’intervista realizzata da Fanpage.it in occasione dei 18 anni della scomparsa dell’attore e regista, ha ammesso di aver “iniziato a scrivere per il cinema insieme a lui” ed è un aspetto determinante della sua carriera che ha finito per dare “un’impronta precisa alla mia vita”. L’incontro con Troisi ha infatti segnato profondamente tutto il suo percorso: aveva solo 20 anni e ha scelto di dare uno scossone alla sua vita per creare, assieme al regista scomparso, quel sogno che negli anni successivi avrebbe regalato la popolarità a entrambi: “Era una persona che mi ha coinvolto tantissimo – ha spiegato la Pavignano – un po’ perché forse all’età lì succede questo, succede che a 20 anni prendi una strada ed è stata quella che abbiamo intrapreso assieme”.

Massimo Troisi fuori dal set “raccontato” da Anna

Il ricordo di Massimo Troisi è indelebile nel cuore degli italiani grazie a quelle pellicola e a quegli sketch che il suo pubblico non ha mai dimenticato. Ma che tipo era fuori dal set? A rispondere a questa domanda è stata proprio Anna Pavignano, che ha tracciato a Fanpage.it un ritratto dell’indimenticabile attore forse poco noto ai più: “(Massimo Troisi, ndr) fuori dal set era per certi versi simile a come era sul set, nel senso che era anche divertente, era forse più giocoso e più allegro che sul set, dove invece era anche serio, molto concentrato, molto determinato”. L’attore e regista scomparso 25 anni fa, ha spiegato la Pavignano, “era una persona che aveva un grande rigore rispetto al lavoro e sapeva sempre bene cosa voleva, sul lavoro. Nella vita – ha aggiunto la sceneggiatrice – forse meno, nella vita era una persona che si lasciava prendere dalle cose e poi, quando capiva che direzione prendevano, allora lì rientrava questo discorso di sapere con certezza se una cosa la voleva o non la voleva. In genere – ha concluso – sapeva sempre quello che non voleva”.

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