Antonia Klugmann/ “Obiettivo diventare chef dopo due giorni di lavoro” (Le Ragazze)

- Fabiola Iuliano

Antonia Klugmann, ex giudice di Masterchef Italia, ripercorre il suo successo a Le Ragazze: la sua infanzia e gli inizi da chef.

Antonia Klugmann
Antonia Klugmann a Le Ragazze
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Antonia Klugmann a tutto tondo a Le Ragazze, dall’infanzia alla sua carriera di grande chef. «Non sono mai stata una ribelle, sono sempre stata molto solitaria: forse non mi sono mai sentita parte di un gruppo. Con il tempo ho scoperto che stare da sola, pensare, studiare e leggere mi faceva stare bene: non pensavo che essere diverso fosse un problema», rivela la cuoca, parlando degli inizi in cucina: «Durante la prima settimana di lavoro, l’equipe aveva scommesso che avrei abbandonato e avrei lasciato il lavoro. Qualunque cosa fosse successa, la cucina professionale sarebbe stata per me casa. Dopo il secondo giorno di lavoro, ho capito che dovevo diventare capo: solo lo chef è molte volte il creativo». Dopo una battuta sul primo amore – «La fine del primo amore mi ha segnata, come del resto accade a tutti»Antonia Klugmann ha parlato dell’amore con il compagno Romano: «La relazione con lui è iniziata poco dopo essermi trasferita in Friuli: lui è il mio contrario, si preoccupa di cose di cui non mi preoccupo e viceversa. E’ sempre stato bello che lui fosse appassionato di cucina e di ristorazione, non ha trovato il mio sacrificio per il lavoro come un limite. Lui è stato sempre molto propositivo, di supporto, è stato proprio un bravo compagno». La chef ha parlato dell’incidente stradale che la costrinse a restare un anno lontano dalla cucina, ma che le è anche servito per fare il salto di qualità: «Tutto quello che mi allontanava dalla cucina era fonte di terrore. In quell’anno non ho avuto la possibilità di cucinare, ma sono diventata uno chef: ho iniziato ad usare la creatività per me, non eseguivo più quello che gli altri mi dicevano di fare ma cucinavo nella mia testa tutto ciò che volevo». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

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ANTONIA KLUGMANN: “NON MI SONO MAI VISTA FEMMINA DA BAMBINA”

Antonia Klugmann a tutto tondo ai microfoni de Le Ragazze. «Non mi sono mai vista femmina da bambina: non mi è mai stato detto “le bambine si devono comportare così, i maschi così…”. Sono sempre stata lasciata molto libera nel definire me stessa, credo che tutto questo sia merito dei miei genitori», l’esordio della chef, che ha poi parlato delle sue origini: «Da brava triestina, ho delle origini miste: credo che questo mi abbia condizionato molto come cuoco. Mi sento molto aperta rispetto a quello che viene classicamente definito come diverso rispetto alla cucina tradizionale italiana». Poi sui suoi genitori: «Mio papà è molto competitivo e determinato, io sono molto simile a lui. Faceva il cardiologo. Mia madre è stata farmacologa, ora che è in pensione ha realizzato il suo sogno di diventare analista. Per me è stato fondamentale vedere quanto loro si dedicassero in maniera onesta, sincera e profonda nel lavoro quotidiano». Infine, l’amore per la cucina già da bimba: «Obbligavo mia sorella a subire menù degustazione da 15 portate fatte con la plastilina: loro dovevano fare finta di mangiare… dovevano capire che avevo dei problemi (ride, ndr). Amavo tutto della cucina: profumi, colori, l’estetica, il gioco e al contempo il calore». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

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ANTONIA KLUGMANN A LE RAGAZZE

Antonia Klugmann racconta questa sera a Le Ragazze la scalata al successo che l’ha resa uno degli chef più apprezzati del panorama culinario italiano. Triestina di origini, ma friulana d’adozione, ha scoperto la sua passione per la cucina in una maniera piuttosto insolita. Prima di approdare al mondo dell cucina era infatti una studentessa di Giurisprudenza; ma ben presto, qualcosa l’ha convinta che nella sua vita vi era un amore ben più forte di quello per il diritto e da quel momento in poi dà il via al suo percorso per diventare uno chef. Fondamentale, nel suo periodo di apprendistato, l’incontro con lo chef Raffaello Mazzolini, un sodalizio ricco e fruttuoso che l’ha condotta ben presto ad aprire il suo primo ristorante: “Non è stato semplice, anche e soprattutto per motivi economici – spiega lo chef a Vanty Fair – non ero una cuoca ricca o famosa. Quando ho visto questo rustico e comprato il terreno a 31 anni, mi davano della matta”.

ANTONIA KLUGMANN: “MASTERCHEF? BASITA DA CIÒ CHE USCIVA SUL WEB”

Nel 2014, Antonia Klugmann ha conquistato la sua prima stella Michelin. Il suo successo l’ha condotta ben presto a debuttare come giudice nelle cucine di Masterchef, un ruolo che le ha donato una popolarità senza precedenti. L’altra faccia della moneta, però, è stata la dura reazione che il popolo dei social le ha riservato all’indomani della prima puntata. Sostituire una stella come Carlo Cracco non era di certo semplice e il suo ruolo, apparentemente severo, non ha giovato alla causa: “sono rimasta basita – spiega Antonia Klugmann – da quanto usciva inizialmente sul web, con attacchi pesantissimi al mio fisico e al mio essere l’unico giudice donna. Questa è la cosa che ricordo con maggiore dispiacere”. Ma l’esperienza nelle cucine di Masterchef è stata comunque molto importante: “ha permesso di mettermi in discussione, connettendomi con una realtà nuova e più ampia”.

“IL BRAVO CUOCO DEVE METTERSI IN DISCUSSIONE”

A dispetto del successo che l’ha travolta, Antonia Klugmann è ancora la ragazza che ama dedicarsi alla sua cucina, selezionando, accuratamente le erbe nel campo. Oggi rivendica l’importanza di dedicarsi con amore alla ricerca delle materie prime del territorio, una scelta che ama condividere anche con i suoi collaboratori: “Tutti in brigata lo fanno per due ore al giorno, per sei mesi di fila – spiega la Klugmann – così capiscono quanto sia dura la vita del contadino. Ed è anche un impegno che rende umili e disciplinati i miei collaboratori”. E ai ragazzi che sognano di intraprendere il suo stesso percorso, ricorda la necessità di “rimanere curioso” senza mai accontentarsi del primo successo. “Il bravo cuoco – spiega infatti lo chef – deve mettersi continuamente in discussione, essere sempre alla ricerca di qualcosa”.

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