Antonio Pennacchi è morto/ Chi era il “fasciocomunista” che vinse il Premio Strega

- Mirko Bompiani

Addio ad Antonio Pennacchi: lo scrittore di Latina è scomparso all’età di 71 anni. Secondo Adnkronos, sarebbe stato colpito da un malore

antonio pennacchi
(La7)

Lutto nel mondo della cultura italiana: Antonio Pennacchi è morto oggi nella sua casa di Latina. Il celebre scrittore “fasciocomunista” aveva 71 anni: secondo quanto riportato dai colleghi di Adnkronos, sembra che sia stato colpito da un malore nel corso di una telefonata con la moglie.

Antonio Pennacchi è noto per diverse opere, ma la più famosa è certamente quella che valse il Premio Strega nel 2010: parliamo di “Canale Mussolini”, romanzo che copre un arco temporale che va dagli anni dieci del Novecento alla seconda guerra mondiale, con il titolo che trae il nome dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, chiamato oggi Canale delle Acque Alte, sito fra i territori comunali di Latina e Cisterna di Latina. Un’opera amata da tanti e ricordata in queste ore sul web. Ricordiamo che lo scrittore ha dato vita anche ad un seguito, intitolato Canale Mussolini. Parte seconda.

CHI ERA ANTONIO PENNACCHI

Ribattezzato “fasciocomunista”, Antonio Pennacchi iniziò il suo percorso politico nell’Msi, ma venne presto espulso per aver partecipato ad una manifestazione antiamericana contro la guerra in Vietnam. Lo scrittore optò per un cambio radicale, aderendo ai marxisti-leninisti di Servire il Popolo. E ancora: dal Psi alla Cgil, passando per Uil, Pci e ancora Cgil. Operaio per quasi trent’anni, Antonio Pennacchi decise di tornare a studiare dopo l’espulsione dalla Cgil, iniziando una brillante carriera da scrittore. Tanti libri, tanti successi e tante collaborazioni, pensiamo a Limes, Nuovi Argomenti e Micromega. Questo un ricordo di Pietrangelo Buttafuoco: «Lascia i suoi libri, i suoi beni più preziosi, ma soprattutto lascia la sua potentissima capacità di libertà. Mentre gli altri scrittori come lui si sono prestati a scrivere per quotidiani seguendo leggi del marketing più che culturali e intellettuali, lui è stato l’esatto contrario: un uomo, uno scrittore anti-marketing. Il fatto che non ci sia più è una grande perdita», le sue parole a Huffington Post.



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