ARTE/ Picasso e due donne sedute al bar: il destino amaro di chi vuol essere solo

- Giulia Sponza

In “Due donne sedute al bar” Picasso mostra plasticamente l’emergenza drammatica dell’incomunicabilità. Una doppia lontananza: l’io da sé e l’una dall’altra

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Pablo Picasso con Carlo Casagemas (fota da Wikipedia di Bodegas Güell(

Scolpite di marmoreo grigiore, due solitudini si offrono al nostro sguardo in un plastico gioco di chiaroscuri che serve ad acuire la misteriosa tragicità della loro doppia lontananza: dall’io di sé stesse e dall’individualità l’una dell’altra.

Singolarità solitarie, dunque, queste che Picasso sceglie di rappresentare in un luogo di ritrovo – Due donne sedute al bar – quasi a esasperare l’emergenza drammatica dell’incomunicabilità che pare definirle dentro l’orizzonte cupo del loro disperato silenzio.

Proprio questo silenzio diventa così lo spazio doloroso di quella comunanza che spegne, in un muto e rassegnato abbandono, ogni possibilità di parola.

Pensieri, emozioni, memorie annegano nel respiro breve di un bicchiere ormai vuoto in fondo al quale nasce e poi subito muore il desiderio stesso di poter sperare.

Molta della forza comunicativa del dipinto si gioca nell’aver ritratto le due donne di spalle: anche questo atteggiamento, infatti, contribuisce a rafforzare il messaggio del quadro.

Il nudo squallore dello sfondo, accentuato da una lineare e geometrica precisione, costringe quasi le due sagome a uscire dallo spazio pittorico, che viene in qualche modo riproposto dalla presenza di due sgangherati sgabelli collocati proprio ai margini del dipinto: li utilizza,  Picasso,  unicamente allo scopo di evidenziare le morbide sinuosità dei corpi femminili che, mossi dall’acquosa compattezza delle fredde tonalità degli azzurri, dei marroni e dei grigi, possono così sbalzare, scultorei, nella loro plastica compostezza.

Nel 1902 – questa la datazione del dipinto – non si parlava ancora di società liquida, ma il genio dello Spagnolo ne aveva già intercettato i tratti e li aveva fissati sulla tela riuscendo così a svelare il destino amaro che attende quanti non riconoscono nell’essere in rapporto la forma strutturale della propria origine.



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