ASHLEIGH BARTY/ Chi è la vincitrice del Roland Garros che aveva lasciato il tennis

- Dario D'Angelo

Ashleigh Barty, vincitrice del Roland Garros, stanca delle pressioni aveva deciso di abbandonare il tennis per il cricket. La sua storia da film

Ashleigh Barty Roland Garros lapresse 2019
Ashleigh Barty (Foto LaPresse)

Se qualche anno fa avessero detto ad Ashleigh Barty che avrebbe avuto il tempo di lasciare il tennis, darsi al cricket, poi tornare ad impugnare la racchetta e vincere addirittura il Roland Garros, la 23enne australiana di Ipswich avrebbe faticato a trattenere una risata. Eppure questa storia da film è proprio la sua: Ashleigh Barty ha vinto oggi il torneo dello Slam sulla terra rossa di Parigi, liquidando con un 6-1/6-3 che non ammette repliche la ceca Vondrousova. Un successo tanto insperato all’inizio del torneo quanto meritato alla luce di quanto andato in scena al Roland Garros in queste due settimane, dove Barty è riuscita nell’impresa di compiere il salto di qualità che distingue le ottime giocatrici dalle campionesse, quello mentale, quello di chi sa gestire la pressione nei momenti più delicati. Barty non ha tremato, nemmeno quando in semifinale la statunitense Anisimova sembrava pronta a spazzarla via, sopra di un set e di un break nel secondo parziale. Barty ha saputo soffrire, tornare per risorgere: è un po’ il motto della sua carriera.

ASHLEIGH BARTY, CHI E’ LA VINCITRICE DEL ROLAND GARROS

Un anno e mezzo lontano dai campi da tennis: questo è il tempo che Barty si è concessa per capire se un futuro diverso per lei, predestinata dopo aver vinto Wimbledon Junior, poteva esserci o meno. Delle pressioni della stampa australiana, di quella scuola a cui deve tanto, il servizio, l’abilità sottorete, i colpi tagliati, la fragile Ashleigh ad un certo punto non ne ha potuto più. Da qui la scelta:”Ho vissuto un incubo, non era quello che volevo. Mi sentivo un robot, anche perché è successo tutto troppo in fretta. Sono passata dall’essere una sconosciuta a vincere Wimbledon, i media mi hanno distrutto e io non ho saputo gestire la pressione”. Poi la vocazione che si fa strada, il richiamo verso quel gioco amato fin da bambina, la capacità di prendersi i propri tempi al netto delle aspettative altrui. E oggi il meritato trionfo, con vista su Wimbledon: perché dopo l’erba del cricket tra un mese arriverà anche quella dei Championships. Ashleigh sa come si fa.



© RIPRODUZIONE RISERVATA