Asteroide sulla Terra? Come impedire impatto/ Mit “disegna” una mappa per salvarci

- Silvana Palazzo

Come impedire impatto di un asteroide sulla Terra? Dal Mit una mappa per salvarci: sono state studiate delle strategie per spostarlo un po’ più in là…

asteroide bennu 2019 twitter
L'asteroide Bennu (foto da Twitter Osiris Rex)

Come impedire ad un asteroide di colpire la Terra? Un team di esperti del Massachusetts Institute of Thechnology (Mit) in uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Acta Astronautica, ha aperto nuovi scenari in merito alla difesa del pianeta. Ha dato infatti una risposta alla domanda sulle strategie più efficaci per deflettere un asteroide che punta dritto verso di noi. Bisogna però fare una premessa. Come specificato dall’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica), è importante tenere conto della massa e della velocità degli asteroidi, oltre al loro passaggio in prossimità della “gravitational keyhole” (serratura gravitazionale), quell’area in cui l’influenza gravitazionale del pianeta modifica l’orbita dell’asteroide indirizzandolo verso altre orbite. E poi fa tenuto conto anche della tempistica con cui si viene a conoscenza dell’impatto. I ricercatori comunque hanno applicato il loro metodo ad Apophis, un corpo celeste che passerà nel 2029 ad una distanza di 31200 chilometri dalla Terra, e a Bennu, asteroide obiettivo di Osiris-Rex. Al termine delle loro ricerche hanno proposto una mappa per decidere quale missione di difesa planetaria può risultare ottimale per i due asteroidi.

ASTEROIDE SULLA TERRA? MIT STUDIA COME IMPEDIRE IMPATTO

Di solito si considerano le strategie per una deflessione in extremis, quando l’asteroide è passato dalla serratura gravitazionale e si trova quindi in rotta di collisione con la Terra. Ma Sung Wook Paek, autore dello studio, si è detto interessato invece a prevenire quel passaggio ben prima dell’impatto con la Terra. La strategia “classica” è la detonazione nucleare con l’uso di “impattori”, cioè sonde o missili che possono modificare l’orbita del corpo celeste colpendolo. Ma bisogna conoscere la velocità, il luogo dell’impatto e la composizione dei missili, oltre che tutte le caratteristiche di tale corpo celeste e della sua orbita. Secondo lo studio dei ricercatori del Mit, i lanci dalla Terra devono essere due: prima una sonda o un missile per misurare le caratteristiche dell’asteroide e aumentare le possibilità di successo dell’impattore, che va lanciato in un secondo momento. Altrimenti bisogna lanciare due sonde: la prima per misurare le caratteristiche dell’asteroide, l’altra per colpirlo e modificarne la traiettoria. Quest’ultima strategia potrebbe essere usata nel caso in cui un asteroide come Apophis rischi di passare nella sua serratura gravitazionale a cinque anni dalla scoperta. In questo caso c’è il tempo solo per una prima sonda prima del lancio dell’impattatore, se invece siamo entro un anno dalla scoperta dell’asteroide, potrebbe essere troppo tardi per questa soluzione.

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