Attentato Bruxelles, perquisizioni e fermi in Italia/ Abdessalem Lassoued aveva contatti nel nostro Paese

- Josephine Carinci

Abdessalem Lassoued, autore dell'attentato di Bruxelles, aveva contatti nel nostro Paese: fermi e perquisizioni anche in Italia nelle ultime ore

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Diciotto persone in Italia sono state fermate e perquisite perché nella rete dei contatti del tunisino Abdessalem Lassoued, autore dell’attentato di Bruxelles prima della gara contro la Svezia, lo scorso ottobre. Le misure sono state disposte dai Ros dei Carabinieri e della Digos della Polizia di Bologna. Lo scorso ottobre Lassoued ha ucciso due cittadini svedesi che si trovavano a Bruxelles per la partita Belgio-Svezia. L’uomo fu, poche ore dopo, ucciso dalla Polizia dopo essere stato trovato in un bar. L’uomo aveva vissuto in Italia dal 2012 e nel 2016 ed era stato identificato a Bologna.

Le persone sotto indagine in Italia sono tutte di origine nordafricana: abitano in varie province dal Nord al Sud, come spiega Rai News. I diciotto fermati sono appartenenti alla cerchia relazionale virtuale di Lassoued e sono in possesso di profili social con contenuti tipici dell’estremismo di tipo religioso. Per alcuni di loro è cominciato l’iter di espulsione dall’Italia mentre per altri si sta verificando la regolarità. Le misure fanno parte di una serie di approfondimenti investigativi portati avanti dopo l’attentato compiuto a Bruxelles.

Attacco di Bruxelles, contatti in Italia per Abdessalem Lassoued

Come spiega Rai News, alcuni elementi acquisiti dai canali di cooperazione internazionale, avviati fin da subito con la Polizia belga ed Europol dopo l’attentato di Bruxelles, hanno consentito di fare luce sui contatti di Abdessalem Lassoued in Italia. Come riporta Bologna Today, gli investigatori hanno portato avanti una serie di perquisizioni anche nella città emiliana. Le “misure, che si inquadrano nell’ambito degli approfondimenti investigativi scaturiti dall’attentato perpetrato a Bruxelles, originano anche da acquisizioni provenienti dai canali di cooperazione internazionale, avviate fin da subito con la polizia belga e gli organismi di Europol, che hanno consentito di fare piena luce sui contatti mantenuti in Italia dell’autore dell’attacco terroristico, come noto rimasto nel nostro Paese dal 2012 al 2016″ hanno sottolineato gli inquirenti.

Era il 16 ottobre 2023 quando un uomo armato di kalashnikov ha aperto il fuoco in pieno centro a Bruxelles, in boulevard d’Ypres, uccidendo due persone e ferendone un’altra. Le vittime sono due cittadini svedesi che indossavano la maglia della nazionale di calcio poco prima di assistere alla partita di calcio Belgio-Svezia. Il killer, arrivato in scooter, indossava una giacca arancione: avrebbe urlato “Allah Akhbar” prima di aprire il fuoco uccidendo due persone nella hall di un palazzo, per poi tornare in strada e pubblicare sui social alcuni video in cui rivendicava l’accaduto.





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