Attilio Fontana sotto scorta/ “Mia famiglia preoccupata, ma io vado avanti”

- Davide Giancristofaro Alberti

Attilio Fontana ha confermato l’assegnazione della scorta dopo le minacce e gli insulti ricevuti: “Continuerò a lavorare come sempre”

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Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia (Foto LaPresse)

L’ufficialità è stata data dal diretto interessato, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: fino a data da decidere, il governatore sarà sotto scorta. “Mi dispiace per la mia famiglia che è un po’ preoccupata – ha dichiarato –. In questi giorni è stato sparso troppo veleno, avevo chiesto di abbassare i toni, ma non sono stato ascoltato. Mi rammarica molto essere accusato da persone che non conoscono i fatti e che non sanno di chi sono le varie competenze. Purtroppo è il risultato delle bugie raccontate da alcune forze politiche che, quotidianamente, avvelenano l’aria e fomentano questo pericoloso clima d’odio. Fontana si è detto abituato ad accettare tutte le critiche, ma alcune affermazioni e determinati comportamenti sono risultati a lui inaccettabili. Tuttavia, quanto accaduto non modificherà i suoi intenti: “Mi è stata assegnata la scorta ma per me non cambia nulla. Vado avanti determinato nel mio lavoro e con il massimo impegno nel solo interesse dei lombardi”. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

ATTILIO FONTANA SOTTO SCORTA: “MA NON CAMBIA NULLA”

Arrivano importanti conferme circa l’assegnazione della scorta al governatore della regione Lombardia, Attilio Fontana. Dopo che la notizia è trapelata sul quotidiano La Stampa, lo stesso presidente lombardo l’ha confermata via Facebook, scrivendo: “Alcuni quotidiani oggi scrivono che mi è stata assegnata la scorta. Confermo la notizia e sottolineo che non si tratta di una richiesta, ma di una decisione posta in essere dalle autorità competenti. Per me non cambia nulla, il mio lavoro prosegue con la stessa determinazione di sempre. Per il bene dei lombardi e della Lombardia”. Nei confronti di Fontana è montata la polemica in questi ultimi tre mesi, fra minacce e insulti via social, ma anche scritte sui muri e volantini. Al presidente viene contestata in particolare la gestione delle Rsa, ma lo stesso ha sempre spiegato di aver agito in maniera tempestiva, da regolamento e con il massimo dell’impegno, pur tenendo conto di un’emergenza che mai prima d’ora si era verificata nel Belpaese. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

ATTILIO FONTANA, GOVERNATORE LOMBARDIA, SOTTO SCORTA

E’ stato messo sotto scorta il governatore della regione Lombardia, Attilio Fontana. Da due giorni, come spiega la collega de La Stampa, Monica Serra, al presidente lombardo sono stati assegnati due agenti di polizia che gli coprono le spalle, così come deciso dalla prefettura di Varese (città dove Fontana risiede). Al governatore è stata data una scorta di quarto livello che prevede un’automobile assegnata con agente al seguito e la scelta è arrivata dopo il “clima incandescente” che si è venuto a creare in queste settimane di emergenza nei confronti dello stesso leghista. Prima sono apparse scritte minacciose sui muri, poi è stata la volta di volantini a firma Carc, i comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo con l’intestazione ‘Fontana assassino’, attraverso cui si chiede “l’abolizione” della giunta lombardia dopo la gestione dell’emergenza covid, sostituendola con un’altra. “Organizziamoci in ogni azienda – si legge ancora – quartiere e territorio per imporla”. L’avvocato di Fontana, Jacopo Pensa, ha spiegato di aver già raccolto svariate minacce sui social, e a breve è probabile che venga sporta denuncia.

ATTILIO FONTANA SOTTO SCORTA, LE ACCUSE DEI VERTICI DEL CARC

L’episodio che probabilmente ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso si è verificato lo scorso 20 maggio, quando due rappresentanti del ‘Partito dei comitati di appoggio alla resistenza – per il Comunismo’ (Carc) hanno rivendicato il murales con la scritta ‘Fontana assassino’ in zona Crescenzago, sui Navigli, dicendosi pronti ad altre azioni di questo tipo. Sulla scritta la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta con le accuse di minacce e diffamazione. Secondo Pablo Bonuccelli e Claudia Marcolini del Carc, si tratta di un “modo per terrorizzare, per ridurre al silenzio e alla paura dell’autorità, è una rappresaglia”. I due hanno parlando i “gestione criminale dell’emergenza sanitaria, di cui sono responsabili il governo centrale e le giunte regionali, con picchi di malagestione in Lombardia. La scritta ‘Fontana assassino’ è firmata da partito Carc, ma non è la scritta del Carc, è scritta di tutti”.

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