AUMENTO IVA SOLO PER CHI PAGA IN CONTANTI/ Proposta M5s anti-evasori: e la Manovra…

- Dario D'Angelo

L’aumento dell’Iva per chi paga in contanti: è questa la proposta M5s allo studio del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in vista della Manovra…

concessioni autostrade
Luigi Di Maio (LaPresse)

Governo Pd-M5s chiamato a decidere in fretta quella che sarà la sua linea economica in vista della prossima Manovra: l’aumento dell’Iva è il primo grande nodo politico da sciogliere per Roberto Gualtieri, neo-ministro dell’Economia che nell’entrante settimana renderà parte all’Eurogruppo e all’Ecofin, le sedi opportune per capire quale sarà il margine del deficit che l’esecutivo potrà sfruttare per finanziare la Legge di Bilancio. Come riportato da “Il Messaggero”, una delle possibili novità di queste ore è rappresentata dalla proposta M5s di aumentare l’Iva soltanto per chi paga in contanti. Nella bozza di legge di Bilancio lasciata in eredità dall’ormai ex ministro del Tesoro, Giovanni Tria, la sterilizzazione quasi totale delle clausole di salvaguardia dell’Iva, l’aumento delle aliquote dal 22% al 25% (e dal 10% al 13%) previsto per il prossimo anno, si traduce in un’operazione da 23 miliardi per il 2020 e 29 miliardi per il 2021. Resterebbero circa 5 miliardi di euro di clausole che prevedono aumenti automatici delle tasse, ai quali si sarebbe giunti comunque attraverso tagli a detrazioni e deduzioni fiscali definiti “feroci” da chi li ha visionati. Insomma, misure impopolari senza garantirsi un margine di spesa tale da imprimere un taglio delle tasse corposo…

PROPOSTA M5S: AUMENTO IVA SOLO PER CHI PAGA IN CONTANTI

Nasce anche in quest’ottica la proposta M5s di aumento dell’Iva soltanto per chi paga in contanti. L’intento, come spiegato da “La Repubblica”, sarebbe quello di andare a colpire i settori in cui si evade di più, come ristorazione, alberghi e manutenzione della casa. Secondo il piano pentastellato, dal prossimo primo gennaio l’aumento dal 10 al 23% dell’Iva scatterebbe dunque soltanto per i consumatori che pagano in contante al ristorante o in albergo. Chi paga con carta di credito o con altri strumenti elettronici usufruirebbe invece di un meccanismo di rimborso, un cashback, dell’Iva pagata in più. Il rimborso, pari al 10-15 per cento della spesa complessiva, verrebbe corrisposto al consumatore sotto forma di credito d’imposta, mentre per gli incapienti si provvederebbe ad un meccanismo di ristoro monetario. Nel pacchetto proposto dai grillini anche l’idea di condizionare il maggior numero di detrazioni e deduzioni all’uso dei mezzi di pagamento elettronico (spese mediche e veterinarie). Sarà questo il sentiero (stretto) che il governo deciderà di percorrere?



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