Austria: ok al suicidio assistito dal 2022/ Per malati terminali o inguaribili

- Alessandro Nidi

Suicidio assistito in Austria, dal 2022 nuova legge in vigore: minorenni saranno esclusi, ecco i criteri per fare domanda

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Austria, il cancelliere Alexander Schallenberg (Foto: LaPresse)

L’Austria ha dato il proprio via libera al suicidio assistito dal 2022. La notizia è stata ufficializzata nella giornata odierna ed è stato specificato che la nuova legge entrerà in vigore a decorrere dal prossimo anno, dopo che, lo scorso dicembre, la Corte costituzionale di Vienna aveva definito incostituzionale la punibilità del suicidio assistito.

“Il reato – così la Corte suprema – era in contrasto con il diritto all’autodeterminazione”. Come sottolinea l’agenzia stampa ANSA, entro il prossimo 1° gennaio era necessario giungere alla definizione della nuova cornice normativa, altrimenti il suicidio assistito sarebbe stato legale senza che fossero stabiliti particolari paletti. Ecco, dunque, che è stata raggiunta un’intesa di massima, con i pareri favorevoli di Oevp e Verdi, per i quali “i pazienti terminali e quelli affetti da gravissime patologie senza possibilità di guarigione potranno ricevere mediante le farmacie un farmaco letale. I minorenni sono esplicitamente esclusi. Contemporaneamente sarà ampliata la rete di centri palliativi”.

L’AUSTRIA DÀ L’OK AL SUICIDIO ASSISTITO DAL 2022: ECCO COSA PREVEDE LA LEGGE

Dopo l’apertura al suicidio assistito a partire dal 2022, l’Austria ha spiegato nel dettaglio le modalità per presentare richiesta: “La domanda va depositata presso un notaio oppure il ‘difensore civico dei pazienti’. Servono due consulti di medici, di cui uno deve avere la specializzazione per le cure palliative. Va documentata anche la capacità di intendere e volere del paziente. Nel caso che uno dei due medici abbia dei dubbi, va coinvolto anche uno psichiatra oppure uno psicologo”.

L’agenzia di stampa ANSA ha altresì precisato, in conclusione di notizia, che “è previsto un arco temporale minimo di dodici settimane. In caso di pazienti terminali nell’ultimo stadio, il periodo d’attesa può essere ridotto in via eccezionale a due settimane”.

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