Autostrade, Conte “caos colpa della legge 2008”/ “Aspi accetti condizioni o revoca”

- Niccolò Magnani

Autostrade per l’Italia, Conte “dossier complicato non per colpa nostra ma per legge del 2008” (del Centrodestra). Ultimatum ad Aspi “accetti nostre condizioni o revoca”

Conte e De Micheli
Dl Semplificazione, De Micheli-Conte-Pisano (LaPresse, 2020)

«Il dossier Autostrade avete ragione voi, non siamo ancora riusciti a risolverlo»: così il Premier Giuseppe Conte risponde ai giornalisti questa mattina nella lunga conferenza stampa sul nuovo Dl Semplificazioni ammette la mancanza di efficacia di ben 2 anni di trattative serrate tra il Governo (che è cambiato nel frattempo, ma con il M5s sempre intenzionato a revocare le concessioni ad Aspi per il crollo del Ponte Morandi) e la famiglia Benetton, che gestisce Atlantia e che è partecipata di Aspi. «Su Autostrade per l’Italia avete ragione. Aspi un dossier che non siamo ancora riusciti a sbloccare», ribadisce ancora il Presidente del Consiglio che per affonda la “colpa” per questa situazione non all’incapacità di trovare una sintesi tra Pd, M5s e Atlantia – che tra l’altro sta generando caos enormi in Liguria e in altri territori con i cantieri di Aspi che bloccano il traffico del già in crisi turismo italiano. «Nel 2008 una legge ha blindato il concessionario di Autostrade per l’Italia ed è difficile uscirne», si giustifica Conte facendo riferimento alla legge approvata dall’allora Governo Berlusconi, con firma anche della Lega.

IL NODO AUTOSTRADE E IL PIANO DEL GOVERNO

Un attacco velato alle opposizioni insomma per poter giustificare il fallimento finora delle trattative con Autostrade per l’Italia sul tema intricato della revoca o meno delle concessioni: «quella legge ha di fatto dotato Autostrade per l’Italia di una convenzione tra pedaggi e investimenti», continua Conte citando la Corte dei Conti che parla di quella norma come «opacità economica e giuridica». Conte spiega che il Governo si è inserito in questo dossier cercando di porre rimedio ma ancora non è riuscito a venirne a capo: «Abbiamo avviato il procedimento per la revoca. Il governo ha definito le sue condizioni – ha concluso il premier in conferenza stampa -. Aspi faccia sapere se accettano, sennò procederemo con la procedura di revoca. Le proposte di Aspi non sono accettabili e a un certo punto la procedura di revoca si dovrà concludere». Conte ha spiegato che si sta comunque parlando di una società quotata come Atlantia e perciò «non sto dicendo nulla di nuovo, sto dicendo che la procedura di revoca a un certo punto dovrà concludersi. Ci sono delle proposte di Aspi: l’ho dichiarato gia’ pubblicamente, non sono accettabili per il Governo».

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