BANKITALIA, VISCO “SENZA UE ITALIA POVERA“/ Salvini: “Conferma che serve la flat tax”

- Niccolò Magnani

Salvini applaude le parole del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco “Conferma che serve la flat tax”

Ignazio Visco
Bankitalia, Ignazio Visco (LaPresse, 2019)

Arrivano le reazioni politiche alle parole di Ignazio Visco rilasciate nelle sue considerazioni finali. Il ministro dell’interno, Matteo Salvini, si è detto concorde con le dichiarazioni del governatore della Banca d’Italia, dicendo: «Bene la relazione della Banca d’Italia, che conferma la necessità di uno choc fiscale per far ripartire l’economia italiana. La flat Tax è la prima riforma che governo e parlamento dovranno discutere». Il vice-presidente del consiglio invita quindi l’esecutivo ad accelerare sulla cosiddetta tassa piatta, il 15% di imposte sui redditi fino a 50mila euro all’anno, un metodo per abbassare le tasse e nel contempo aumentare le entrate fiscali dello stato. Numerosi gli argomenti toccati da Visco nelle sue considerazioni di fine esercizio, come ad esempio la questione del sud Italia: «Nelle regioni meridionali – afferma – deve innanzitutto migliorare l’ambiente in cui le imprese svolgono la propria attività, in primo luogo con riferimento alla tutela della legalità». Il governatore di Bankitalia, sempre trattando l’argomento meridione, ha chiesto al governo di «definire e porre in atto linee di azione di lungo respiro, con il pieno utilizzo delle possibilità offerte dai finanziamenti europei e nazionali». Visco mette in guardia l’Italia anche sulla questione demografica: «Da qui al 2030 la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni diminuirebbe di 3 milioni e mezzo, calerebbe di ulteriori 7 nei successivi quindici anni. Queste prospettive sono rese più preoccupanti dall’incapacità del Paese di attirare forze di lavoro qualificate dall’estero e dal rischio concreto di continuare anzi a perdere le nostre risorse più qualificate e dinamiche». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BANKITALIA, VISCO “SENZA UE ITALIA POVERA

La relazione annuale di Bankitalia per l’anno passato è uno degli appuntamenti istituzionali che ogni anno si ripetono pedissequamente e con toni spesso assai poco “interessanti” per la politica, più che altro spesso dedicati agli addetti ai lavori: eppure quest’anno il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dato il contesto particolare della nostra economia appena chiamata tramite la Lettera della Commissione Ue a dare riscontri immediati sulla mancanza di abbattimento del debito, ha voluto dare una sterzata con numerosi richiami all’esecutivo gialloverde oltre che un bilancio particolare di questo lungo periodo elettorale pre-Elezioni Europee. Ora che il Pil italiano arranca e frena (è di oggi l’ennesima pessima notizia dall’Istat, con il Pil su base annua a -0,1%, la prima volta dal 2013) Ignazio Visco invita il governo a non perdere di vista la stella polare dell’Europa: «saremmo stati più poveri senza l’Europa, lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario. Addossare all’Europa le colpe del nostro disagio è un errore».

BANKITALIA, APPELLO DI VISCO AL GOVERNO

Un avviso indiretto a Salvini e Di Maio quello lanciato dal n.1 di Bankitalia che poi prosegue nelle sue considerazioni finali all’annuale congresso, «In prospettiva il Paese ha bisogno di un’ampia riforma fiscale che riordini quel complesso articolato di nuove forme di tassazione, agevolazioni e esenzioni che si è stratificato dagli anni settanta, e punti a incentivare lavoro e imprese». Dunque bene la Flat Tax ma non può essere solo quella a smuovere l’economia e la stagnazione fiscale del nostro Paese: «Rivedendo solo alcune agevolazioni o modificando la struttura di una singola imposta si proseguirebbe in questo processo di stratificazione. Bisogna invece interromperlo – ha spiegato ancora Visco nel suo lungo intervento – per disegnare una struttura stabile che dia certezze a chi produce e consuma, investe e risparmia, con un intervento volto a premiare il lavoro e favorire l’attività di impresa, tenendo conto delle interazioni tra tutti gli elementi del sistema fiscale: tra il livello della tassazione indiretta e quello degli aiuti per i redditi più bassi; tra le aliquote delle imposte dirette e le detrazioni e deduzioni che le accompagnano; tra il sostegno dei redditi e gli incentivi al lavoro; tra le varie eccezioni al regime generale di tassazione previsto per ciascuna base imponibile; tra tutte queste componenti e il contrasto all’evasione, da attuare sfruttando appieno le tecnologie disponibili». Sul fronte Spread, ancora in aumento oggi sopra 290 punti in attesa della risposta del Governo alla Lettera Ue, «è un rischio per le banche e le imprese, ora attenti tutti alle parole».

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