Beppe Grillo: “Conte? Lo scelsi perché era un bel uomo”/ “Inopportuni i comizietti della Bongiorno”

- Lorenzo Drigo

Beppe Grillo è intervenuto durante Che tempo che fa sul Nove, parlando della sua esperienza in politica e, soprattutto, dell'attualità dei problemi del paese

Beppe Grillo Beppe Grillo (LaPresse)

Beppe Grillo è stato ospitato durante la diretta di Che tempo che fa, sul Nove, da Fabio Fazio, dove si è raccontato ripercorrendo le sue infinite vite, con quel classico humor che l’ha sempre contraddistinto. Appena entrato il comico ci ha tenuto a dire, scherzando, che “quando sono entrato in politica ho peggiorato il paese. Tutti quelli che ho lodato se ne sono andati e quelli che ho insultato sono ancora lì”.

“Io ho questo confusione mentale”, ha raccontato ancora Beppe Grillo, “sono dissociato, penso una cosa e faccio dei danni, non posso condurre un movimento politico, non ne sono in grado. Me ne sono accorto perché c’era Casaleggio che era un manager ed era bravo, ed è per questo mi sono un po’ ritirato”. Parlando del suo movimento, sostiene di aver “fatto una cosa che era una meraviglia. Facevo già politica, avevo la macchina ad idrogeno, la prima Prius in Italia, parlavo dei cavi per trasportare l’energia, ero curioso e facevo politica così e la gente mi chiedeva sempre ‘e adesso cosa facciamo?’ e ho deciso di portare queste cose dentro alle istituzioni. L’acqua pubblica, la rete libera e gratuita, i rifiuti, non i pannelli fotovoltaici. L’Enel è la più grande azienda elettrica al mondo e ha un debito di 54 miliardi di dollari, e mi preoccupo.. Dovremmo dividere i soldi italiani da questa cosa qua, fare l’Enel Italia e l’Enel mondo. Andavo a fare le comunità energetiche con i tedeschi”, ricorda Beppe Grillo, “e mi guardavano come se non capissero quello che stavo dicendo”.

Beppe Grillo: “I giovani di oggi mi preoccupano, non sono più motivati”

Andando avanti nel suo intervento, Beppe Grillo è poi passato ad analizzare i grandi problemi che l’Italia sta affrontando. “Parliamo di futuro”, ha spiegato, “ma siamo imprigionati in un presente che è un algoritmo. L’intelligenza artificiale toglierà 100/120 milioni di posti di lavoro, e poi si ripristineranno, ma nessuno sa entro quando e cosa facciamo nel frattempo? Il tessuto sociale si sta già scollando. Ma non è colpa di questo governo, che fa quello che può. Abbiamo bisogno di una visione di insieme”.

I giovani mi preoccupano“, ha continuato a spiegare Beppe Grillo, “non sono motivati, non gli interessa la politica, non credono più a niente, neanche a Dio, e questo è un problema. Tutta la civiltà si è basata su Dio, non ci sarebbe stato niente senza Dio. Adesso c’è un algoritmo, ma basta? Ogni click è un amen, Facebook è quasi una divinità e ti confessi al mondo. Ma non sei tu che entri nel mondo, è lui che entra dentro di te, e finisce per distruggerti. È pericoloso affidare all’Ia la nostra storia, con effetti collaterali che non possiamo prevedere”. Il mondo del lavoro, spiega ancora Beppe Grillo, “sta implodendo. Le pensioni non funzionano più perché il reddito non deriva più dal lavoro, solo il 40% delle persone ha un reddito lavorativo”, mentre a suo avviso sarebbe necessario “fare le tasse sul ciclo di vita”. Ma il problema è anche che “gli italiani non leggono un libro, non vanno a teatro e abbiamo un ritorno di ignoranza che è pazzesco, ma tra quelli della mia età, non tra i giovani. La scuola dell’obbligo dovrebbe durare fino ai 50 anni”, ma di contro ritiene anche che “l’istruzione che abbiamo oggi è arretrata”.

Beppe Grillo e il rapporto con Di Maio e Conte

Tornando al suo movimento politico, Beppe Grillo ha parlato anche dei rapporti con Di Maio e Conte. “Giggino la cartelletta, Di Maio”, ha spiegato, “era il politico più preparato che c’era, ma si  è fatto prendere un po’ dalla smani e dal potere di organizzare. Fummo io e lui a scegliere Conte, perché la Lega con i 20 punti ci pugnalò, era un momento difficile”. Sull’attuale governo, invece, ci tiene a spiegare che “fare un’opposizione totale, sempre, non fa altro che rafforzarlo. Questo governo è una decalcomania, più ci sputi sopra e più si appiccica. Bisogna stare fermi e andare avanti”.

“Quando abbiamo scelto Conte”, spiega ancora Beppe Grillo, “era perché non potevo andare avanti gridando. Lo scegliemmo dalla società civile, non era iscritto al movimento. Lo vidi ed era un bel uomo, laureato, un cv della madonna, quando parlava si capiva poco, era perfetto per la politica”. La politica, tuttavia, per il comico, “è un’idea, com’era un’idea anche il Superbonus, che pensavamo di spalmarlo e dilazionarlo su cinque anni, facendolo progressivo. Anche i navigator del reddito, erano persone per bene ed istruite, ma non gli permettevano di fare il tirocinio”, ma tutte queste idee secondo lui “erano vincenti”. In chiusura, poi, Beppe Grillo, tra un discorso e l’altro ci ha tenuto anche a lanciare una piccola frecciatina verso la giudice Giulia Bongiorno, che segue il caso di suo figlio, e che la accusa di fare “comizietti davanti ai tribunali su una causa a porte chiuse”, fatto a suo avviso “inopportuno”.





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