Berlusconi/ “Ue aiuti Ucraina a far accogliere proposte di Putin, no armi a Kiev”

- Davide Giancristofaro Alberti

Silvio Berlusconi raggiante come non mai ieri a Napoli per la convention di Forza Italia: si parla del futuro del partito ma anche della guerra in Ucraina

silvio berlusconi
Forza Italia: Silvio Berlusconi, Antonio Tajani e Annamaria Bernini (LaPresse)

E’ un Silvio Berlusconi raggiante quello che è stato raggiunto dai giornalisti ieri a Napoli, mentre pranzava in una nota pizzeria in Centro, prima di chiudere la convention di Forza Italia. «Nove anni fa sono stato escluso e buttato fuori dal Senato. Ora ritorno in campo per la prima volta dopo tanto tempo», racconta il Cavaliere, così come riportato dai colleghi del Corriere della Sera ma anche da altri quotidiani nazionali. Tanti gli argomenti trattati, fra cui la guerra in Ucraina, e a riguardo l’ex presidente del consiglio ribadisce la sua contrarietà all’invio di armi: «Io dico che inviare armi significa essere cobelligeranti, essere anche noi in guerra. Cerchiamo di far finire in fretta questa guerra. Se dovessimo inviare armi, sarebbe meglio non farne tanta pubblicità» (in serata ha poi fatto una mezza retromarcia “Giusto aiutare chi si difende”, così come da comunicato di Forza Italia)

In Ucraina «bisogna arrivare al più presto a una pace», ha aggiunto il presidente di Forza Italia, spiegando che: «Io credo che l’Europa unita deve fare una proposta di pace, cercando di far accogliere agli ucraini le domande di Putin». In merito alle sanzioni: «hanno fatto molto molto male all’economia sovietica, si prevede un calo del Pil del 14%, ma hanno fatto male anche a noi». Quindi Berlusconi ha scherzato sulla sua napoletanità: «Hanno sempre detto che sono un napoletano nato a Milano, poi quando ero ragazzo dicevano che ero un vulcano di idee proprio come il Vesuvio. Ho molti amici a Napoli, sono simpatici, spiritosi e quindi sono tornato adesso a Napoli con molto piacere».

BERLUSCONI: “VOGLIO DARE ALL’ITALIA BENESSERE E LIBERTA’”

Il Cavaliere ha parlato anche di Forza Italia per cui il rilancio «E’ già partito da Roma, con il mio primo intervento. Come ho sentito nel 1994 che c’era bisogno di un nuovo partito perché tutti i leader del pentapartito erano stati eliminati da Mani Pulite. Ebbi tutti contro, i miei parenti, la mia mamma, i miei dirigenti, ma continuai a sentire dentro di me il dovere di farlo e trovai il coraggio di farlo». Così oggi «ho la responsabilità di essere ancora in campo per dare all’Italia un futuro di benessere e soprattutto di libertà».

Berlusconi era tornato a parlare in pubblico e in presenza lo scorso mese di aprile dopo due anni di assenza dai vari incontri per via del covid e di alcuni problemi fisici. A convincerlo, scrive il Corriere della Sera, i suoi fedelissimi, ricordandogli che «Tra un anno si vota, non c’è più molto tempo da perdere». «Il centrodestra è federato – ha concluso l’ex premier – noi l’abbiamo fondato, noi l’abbiamo portato avanti. Senza Forza Italia non sarebbe un centrodestra, sarebbe una destra destra».





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