Bimbo investito e ucciso: arrestato 20enne/ Gamba ingessata, drogato e senza patente

- Emanuela Longo

Bimbo in bici a Milano investito e ucciso il 9 agosto: 20enne arrestato. Guidava senza patente, con una gamba ingessato e sotto effetto di droga

foggia assalto portavalori
Polizia (LaPresse, immagine di repertorio)

Bimbo investito in bici a Milano: arrestato 20enne

E’ stato arrestato nella giornata di oggi un giovane ventenne, Nour Amdouni, accusato di aver investito e ucciso lo scorso 9 agosto il bambino 11enne Mahanad Moubarak, mentre si trovava in bici in zona Certosa a Milano. Clamorose le condizioni in cui il 20enne guidava, sprovvisto di patente (non avrebbe mai conseguito la licenza di guida), con la gamba sinistra ingessata e sotto effetto di droga.

Il ragazzo, secondo quanto riferisce Open, adesso sarebbe accusato di omicidio stradale con l’aggravante della fuga dal momento che Amdouni si era allontanato a bordo della Smart con targa svizzera intestata ad una azienda elvetica, senza neppure fermarsi. In un primo momento era scattata la ricerca del pirata della strada ma poi, poche ore dopo l’incidente mortale, era stato lo stesso ventenne a costituirsi.

Bimbo investito e ucciso: 20enne accusato di omicidio stradale

Il 20enne arrestato per aver investito ed ucciso il bambino a Milano lo scorso 9 agosto, era risultato negativo all’alcol test, ma l’esito dell’esame tossicologico ha invece dato esito positivo. Stando a quanto reso noto dalla Procura, Amdouni andava a “non meno di 90 chilometri all’ora” in una zona dove invece il limiti è di 50. Per l’accusa il giovane avrebbe manifestato una “allarmante freddezza” e “lucidità” nel fuggire dopo l’impatto.

In particolare l’arrestato non si sarebbe neppure curato “minimamente – soltanto per umana pietà – delle sorti del ragazzino”. Un atteggiamento, questo, che denoterebbe “elevata pericolosità sociale” e “incapacità di autocontrollo”. Secondo i pm si è costituito solo per calcolo, al fine di evitare l’arresto in flagranza e quindi un provvedimento di fermo. Per questo è stata avanzata la richiesta della custodia cautelare in carcere alla luce dell'”all’estrema gravità dei fatti”.







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