Bocelli: “Ho conosciuto mia moglie Veronica grazie a Vittorio Sgarbi”/ “La fede…”

- Josephine Carinci

Andrea Bocelli racconta l'incontro con sua moglie Veronica, avvenuto grazie a Vittorio Sgarbi. E sul rapporto con la fede...

Andrea-Bocelli-Veronica-Berti Andrea Bocelli, con la compagna Veronica Berti (Archivio)

Bocelli: “Così ho conosciuto Veronica”

Andrea Bocelli, simbolo della musica e della cultura italiana nel mondo, nella vita privata è un uomo come tanti, innamorato della famiglia e dei suoi figli. Al Corriere della Sera, il tenore ha raccontato come ha conosciuto la moglie Veronica: “Era il compleanno di Vittorio Sgarbi ed ero stato invitato alla sua festa. Pioveva a dirotto, confesso di esserci andato controvoglia. Veronica aveva ceduto alle preghiere di un’amica e l’aveva accompagnata. Pochi minuti dopo averla conosciuta, le ho dedicato una romanza, Occhi di fata. Lei sapeva distrattamente chi fossi. Ma la chimica ha parlato per noi”.

Da subito, Bocelli ha sentito qualcosa di particolare verso Veronica, tanto da farsi subito avanti: “Le ho proposto un poco credibile passaggio in auto, se si può credere al fatto che Forte dei Marmi sia “sulla strada” verso le Marche, dove abitava. Poche ore dopo, nel cuore della notte, abbiamo passeggiato in riva al mare di Forte dei Marmi. Da allora non ci siamo più lasciati”.

Bocelli: “Mi dissero di cambiare mestiere”

Nonostante lo straordinario successo, Andrea Bocelli ha dovuto fare tanta gavetta nel corso della sua carriera, ricevendo spesso anche dei ‘no’: “Il successo è arrivato superati i 35 anni: si può ben immaginare quante siano state le occasioni perse, le porte in faccia. Soprattutto i primi anni 90 non hanno lesinato dispiaceri, ancor più brucianti poiché maturati a seguito di grandi speranze: in una parola distratta, in un rifiuto sbrigativo, un castello d’illusioni e speranze era spazzato via. La gente apprezzava il mio canto, era il mondo dello spettacolo a non considerarmi un “prodotto” commerciabile”.

In particolare, Bocelli ricevette un ‘no’ di un personaggio romano che lo invitò a cambiare mestiere. Consiglio che, fortunatamente, il tenore non ha seguito, diventando negli anni a seguire famoso e apprezzato in tutto il mondo: “Emblematico, il parere d’un potente personaggio romano che al tempo sovrintendeva una importante trasmissione televisiva. Gli avevo fatto avere, spendendo conoscenze e fatica, una serie di demo. Fu il suo addetto stampa a comunicarmi telefonicamente l’opinione maturata. Senza girarci intorno, disse: “È meglio che cambi mestiere””. A dare la forza a Bocelli per continuare a cercare il successo personale e l’amore del pubblico, è stata anche una fede ferrea e indistruttibile. Come raccontato al Corriere della Sera, “Potrei raccontare non uno ma molti eventi, apparentemente inspiegabili, di cui sono stato testimone talvolta diretto: espressioni tangibili della forza miracolosa della preghiera e della fede”.







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